Gli arbitri ci hanno messo del loro, ma la colpa è tutta del Toro

Dopo 7 giornate di campionato, il Torino si trova in una posizione di classifica invidiabile, con 9 punti al suo attivo e soprattutto stando davanti a ben 11 squadre, occupando come promesso da Ventura ad inizio stagione, la parte sinistra della classifica. Un inizio di torneo positivo, se si considera che  i granata hanno dietro squadre molto più blasonate come Milan, Parma e Catania ma soprattutto che i nove punti in classifica potrebbero essere addirittura 15 se gli arbitri non ci avessero messo del proprio per mettere in difficoltà i granata con decisioni assurde e cervellotiche.

Senza gli orrori arbitrali il Torino avrebbe almeno sei punti in più, quindi sarebbe addirittura davanti al Verona, considerato da tutti la vera rivelazione di questo inizio campionato, perché il rigore concesso al Milan al 93′ con la sostituzione già pronta, quello non rilevato su D’Ambrosio al 92′ contro il Verona e quello fischiato alla Sampdoria l’ultimo minuto della gara di ieri, hanno privato i granata di 6 punti che stava legittimamente portando a casa.

Se guardiamo la situazione dal punto di vista appena esposto non si può che essere ottimisti,  perché una squadra che nonostante i torti arbitrali cronici, riesce a mantenersi sulle posizioni di classifica che rispecchiano i propri obiettivi, merita rispetto e considerazione, ma soprattutto apprezzamento per il lavoro svolto, se però si considera che i nove punti sono frutto di due vittorie contro Bologna e Sassuolo, probabilmente le due squadre più deboli del torneo, e da tre pareggi maturati in situazioni analoghe contro Milan, Verona e Sampdoria, la situazione si fa un po’ differente, perché se è vero che gli errori arbitrali hanno condizionato non poco i risultati di queste gare, resta un grossissimo problema di tenuta fisica e mentale della squadra, specialmente negli ultimi minuti di gara, quando si è in vantaggio. In sole sette gare i granata si sono trovati per due volte a un minuto dalla fine della gara, avanti di un goal e col pallone nei piedi, e sono stati capaci di regalar palla agli avversari che buttandola “in the box“, alla disperata, sono riusciti ad ottenere il massimo col minimo sforzo, ovvero farsi fischiare il calcio di rigore a favore per due interventi scomposti dei nostri difensori.

Poco importa se i penalty ci fossero o meno, o siano stati viziati da azioni non regolari, resta però il fatto che sia inconcepibile farsi rimontare per ben due volte all’ultimo minuto di gioco e sempre su calcio di rigore, quando gli avversari, che si trovano nella medesima situazione, riescono a tenere palla, farla girare, e soprattutto non la regalano come fa il Toro. Gli errori delle giacchette nere, non devono diventare un pretesto per giustificare le proprie lacune, e questo sembra averlo capito anche Ventura, che a fine gara, ha inveito contro i suoi giocatori, in particolare con Vives, reo di aver regalato la palla agli avversari quando a 30″ dalla fine del 3′ ed ultimo minuto di recupero, l’aveva tra i piedi per battere un calcio di punizione.

La squadra purtroppo offre preoccupanti cali di tensione e di concentrazione, svarioni difensivi nei momenti topici delle gare, come gli ultimi secondi, dimostrando di avere dei giocatori che, nonostante l’età, sembrano dei novellini inesperti, perché fare in area degli interventi scomposti come quello di Pasquale contro il Milan, e quello di Glik contro la Samp, non è accettabile da gente che da anni calca i campi della serie A. Se consideriamo poi, che questo andazzo il Torino se lo porta dietro dalla scorsa stagione, quando negli ultimi minuti, ha perso tantissimi punti preziosi, che non gli hanno permesso di salvarsi senza patemi, allora la situazione preoccupa un tantino di più.

Per una squadra che deve salvarsi, ogni punto è fondamentale, ed andrebbe difeso con le unghie e coi denti, ma soprattutto con un po’ di astuzia e mestiere che non guastano mai, e sei punti persi in sole 7 giornate sono troppi. Urge un cambio di direzione repentino, per evitare di dover rimpiangere amaramente i punti lasciati per strada, che per comodità vengono imputati ad errori arbitrali, ma che se si andasse ad analizzare più a fondo la situazione, cosi come ieri ha fatto Ventura, ci si renderebbe conto che la colpa è solo del Toro.

 

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