Il calcio italiano ha toccato il fondo (con il ricatto degli ultras)

Il 2013 passerà alla storia come l’anno in cui il calcio italiano ha toccato il fondo, raggiungendo il punto più basso di sempre. Infatti, nella serata dell’8 Ottobre 2013 scopriamo che il campionato italiano è a rischio a causa dell’alleanza tra le principali tifoserie italiane anzi, tra i gruppi di ultras, le quali si ribellano in modo provocatorio alle norme antirazzismo e discriminazione territoriale emanate dalla Federazione Italiana Giuoco  Calcio il 5 agosto. Quelle norme la cui applicazione ha già portato alla chiusura di alcune curve e che, dopo la partita tra la Juventus ed il Milan di domenica scorsa, porterà il Milan a disputare la gara contro l’Udinese a porte chiuse.

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I primi gruppi di tifosi organizzati a lanciare la provocazione sono stati proprio quelli del Napoli, i quali hanno intonato cori antinapoletani con riferimenti a colera e vesuvio. Hanno fatto seguito i tifosi milanisti con un comunicato duro e a tratti risibile ma che, nella sostanza, squarcia il silenzio imbarazzato del calcio italiano a proposito delle norme antirazzismo. I milanisti, infatti, hanno invocato il loro diritto costituzionale a manifestare libertà di espressione (secondo una curiosa interpretazione visto che qui si parla di libertà di insulto) chiedendo la collaborazione di tutti gli altri gruppi del tifo organizzato. L’Inter è stata la prima a rispondere all’invito degli odiati cugini e, nel tardo pomeriggio, è arrivato lo scarno, ma puntuale, comunicato da parte degli ultras bianconeri.

E’ fatta. Se il 5 agosto le norme sono state comunicate a società e media con una circolare emanata dalla Federazione, nessuno ha compreso quali implicazioni ne derivassero. I dirigenti, in particolare, se ne sono fregati allegramente, troppo presi dal calciomercato e dalle vacanze per potersi ribellare da subito e comprendere, come oggi comprendono invece bene, come quelle norme così assurde avessero il potere di mettere le società, per il ridicolo concetto della responsabilità oggettiva, sotto ricatto da parte di una cinquantina di persone.

Non se ne accorsero Galliani né Lotito, che pure oggi strepitano e urlano ovunque la loro incazzatura. Ma dov’erano, il 5 agosto? Mi sembra un po’ come quando il PDL ha votato all’unanimità la legge Severino che poi avrebbe mandato il loro leader a decadere da parlamentare. Hanno votato la legge per poi accorgersi, solo qualche mese dopo, che essa era inconstituzionale.

Così, immaginiamo Galliani, Lotito e tutti gli altri presidenti ignorare questa circolare oppure deriderla: “vuoi vedere che chiudono davvero uno stadio per qualche coro?”. Perchè siamo in Italia, il Paese in cui la classe dirigente pensa che basti una nuova legge per risolvere un vecchio problema, quando spesso basterebbe applicare quelle già esistenti. E invece no, perchè poi le leggi in Italia si applicano in modo elastico, secondo interpretazioni fantasiose e secondo il principio del tirare a campare. E quindi il Milan comprava Poli ignorando la circolare così come Lotito si godeva ancora la Coppa Italia vinta contro la Roma qualche settimana prima.

Qualche giornalista, però, occorre darne atto, iniziava a mettere tutti in allarme: ricordo un articolo di Giovanni Capuano che, su Panorama, descriveva la norma antirazzismo e discriminazione territoriale e ammoniva le società a non ignorarle, perché le sanzioni in caso di violazioni sarebbero state davvero pesanti. Eppure, niente.

Oggi siamo arrivati al paradosso: le società si arrabbiano, ma solo dopo essere state colpite, perchè non possono stare sotto il ricatto di 50 tifosi (parole di Lotito) e perché rivendicano i danni anche economici, oltre che di immagine per il calcio italiano in toto, derivanti dalla chiusura degli stadi; i tifosi decidono di approfittare del momento per ribadire la loro centralità. Già, perché l’8 Ottobre 2013 è andata in scena la rivincita degli ultras. Un tempo coccolati, temuti, rispettati e agevolati con ogni mezzo da parte delle società, negli ultimi anni hanno dovuto subire atroci atti di limitazione della loro libertà a causa di tornelli, taglio di fondi, tessere del tifoso, posti numerati, DASPO e riprese televisive negli stadi.

L’ora della rivincita è arrivata: se nelle prossime gare interisti, napoletani, milanisti e juventini applicheranno (e lo faranno di certo, sono gente di parola, loro) i loro propositi, allora Inter, Napoli, Milan e Juve dopo le chiusure delle curve e degli stadi arriveranno a perdere le loro partite a tavolino. Ogni domenica. Fino ad arrivare alla possibile conclusione anticipata del campionato. Perchè la norma prevede, pur lasciando discrezionalità al Giudice Sportivo, di estromettere addirittura la società dal campionato.

Lo so, non si arriverà a tanto, una soluzione verrà trovata. Deve essere trovata. Però.

Però chiediamoci perchè siamo arrivati a questo punto. E nel porci certe domande pensiamo anche a chi subisce tutto ciò, ai tifosi semplici, agli abbonati dei vari settori, a quei bambini che hanno ricevuto un biglietto per Milan – Udinese come regalo di compleanno e che ora allo Stadio non potranno andarci. Quei tifosi che non spaccano seggiolini, che non fanno buu, che non picchiano nessuno, che non ricattano la società, che non tirano lacrimogeni. Loro sono le vere vittime e nessuno ne parla.

Chiediamoci perchè i nostri Presidenti, i dirigenti di Lega e Federazione e i giornalisti non si siano accorti di quel che poteva capitare.

Chiediamoci perchè gli ultras hanno un tale potere in Italia, visti anche i casi recenti del calciatore Felice Evacuo (costretto alle scuse dagli ultras perchè ha salutato i tifosi della sua ex squadra!) o dell’allenatore Giampaolo (la cui stagione sfortunata al Brescia era stata contraddistinta dall’obbligo, imposto dagli ultras, a rinunciare al suo vice, Gallo, reo di aver giocato nell’odiata Atalanta).

La settimana scorsa si era a lungo parlato della vicenda degli ultras del Milan che avevano fatto irruzione a Milanello chiedendo un confronto con la squadra. Allontanati poi dalle forze dell’ordine non prima di aver messo in riga squadra e tecnico per richiamarli all’ordine vista la situazione di classifica dei rossoneri. Poi, però, Galliani, Allegri e il Milan stesso hanno smentito tutto affermando che i tifosi si erano comportati benissimo come, cioè, se fossero stati invitati ad un confronto.

Cosa succederà, ora? Si troverà una soluzione, anche se non è così semplice. C’è una normativa UEFA da rispettare e c’è l’opportunità da parte della Federazione di non cambiare le regole in corso (oddio, in passato è stato fatto per regolarizzare la posizione di Nakata alla Roma, ndr). Pertanto, si troverà una soluzione all’italiana, magari un’indicazione al Giudice Sportivo di non applicare alla lettera le sanzioni, secondo il classico principio italiano che le leggi non si applicano ma si interpretano, oppure con una modifica in corsa, che preveda solo la squalifica di settori dello stadio, senza arrivare a squalificare lo stadio o a sanzionare la squadra in classifica.

In ogni caso, sarà una pagliacciata, una resa agli ultras, la dimostrazione che abbiamo dei dirigenti ridicoli e un’informazione (tranne rari casi) assolutamente inadeguata. E tutti loro (e tutti noi, anche) anzichè parlare di rigori, ammonizioni, pugni che non sono pugni ma carezze, malafede degli arbitri, dovrebbero parlare di cose serie. Come quelle di cui ho cercato di parlare in questo articolo, ad esempio.

 

Comments

  1. Luciano Cavagnero says

    Possibile che sia tanto difficile anche per chi ha scritto questo articolo capire che la soluzione è l’autogoverno dei club attraverso l’azioanriato popolare o/e diffuso? Fino a quando i club saranno governati da un unico padrone e i tifosi non sentiranno proprio il club attraverso quote di acquisto personali la situazione sarà sempre questa. Possibile che sia tanto difficile da capire che se i tifosi fossero proprietari dei propri club li difenderebbero da chi ne provoca i danni? Possibile che i giornalisti, istituzioni non parlino o scrivano mai di questa soluzione che è utilizzata in Spagna e in Germania? Incredibile!!!

  2. andrea says

    Articolo di un semplice moralista e perbenista come ce ne sono a milioni. Tutta roba già detta e stradetta. Evviva la banalità delle argomentazioni.

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