Il record della Roma “rubato” dal Toro

Il fine settimana appena concluso, doveva essere quello del record, ovvero dell’undicesima vittoria consecutiva della Roma su undici partite di campionato… Tutto lasciava presagire che l’impresa fosse alla portata dei giallorossi, che avevano già battuto senza appello, più della metà delle squadre partecipanti al campionato, e il Torino, squadra che non ha certo ambizioni che vadano al di la di una salvezza tranquilla, sembrava la vittima ideale da matare per eguagliare il record europeo di partite vinte consecutivamente, che appartiene attualmente al Tottenham.

Il goal della Roma a metà del primo tempo, sembrava aprir la strada ai giallorossi per arrivare a fare il bottino pieno, ma nella ripresa i granata si ricordano di essere di essere il Toro e reagiscono allo schiaffo ricevuto, creando diverse occasioni, sempre respinte dall’ottimo De Sanctis. Il pareggio arriva grazie ad un perfetto assist di Meggiorini che si libera di Benatia ed offre a Cerci, la palla del pari da spingere in porta. I granata si trovano meritatamente di nuovo in parità, e riescono a tenere senza troppi affanni, il risultato fino al 90′, regalando ai propri tifosi, più che il punto ricevuto, la soddisfazione di essere riusciti nell’impresa di fermare la capolista, laddove più della metà delle squadre aveva fallito.

La “brutta” abitudine di vincer sempre però, sembra aver generato nei giallorossi la reazione stizzita di chi ha visto un qualcosa di quasi “dovuto”‘ sfuggirgli dalle mani, ed è così che invece di riconoscere i meriti di un Torino che nonostante il gap tecnico evidente tra le due squadre, è riuscito, anche grazie ad un Cerci superlativo, a fermare la loro corsa al record, si sono scagliati contro alcune decisioni arbitrali, come la mancata assegnazione di un paio di calci di rigore, uno su Pijanic, piuttosto discutibile ed uno su Maicon nel finale, il cui fallo, non ravvisato da Banti era evidente, così com’era evidente che lo stesso fosse nettamente fuori area.

E ancora, le lamentele hanno riguardato anche il goal del pareggio granata, con un presunto fallo che Meggiorini sembra aver commesso su Benatia, prima di fornire l’assist per il goal di Cerci, trascurando che, nemmeno esaminando l’azione alla moviola si é riusciti ad avere la certezza che l’infrazione ci fosse o meno, e che comunque all’appello mancherebbe anche un rigore non fischiato a favore del Toro per un fallo di mano di Balzaretti in area.

A dir poco stucchevole il Corriere dello Sport del giorno dopo, che titolava “Roma fermata dall’arbitro“, sottolineando come solo le decisioni di Banti avessero reso irregolare una gara che sarebbe stata invece regolarissima se la Roma avesse invece vinto. La classica abitudine italiana di attribuire sempre a terzi, le responsabilità dei propri fallimenti, ha colpito anche la capolista, che al primo pareggio della stagione si è sentita in diritto e dovere di alzare un polverone assurdo contro il Torino, una squadra che dei torti arbitrali quest’anno ne ha fatto collezioni, senza considerare minimamente che la non vittoria possa essere dipesa da un proprio periodo di appannamento, che li ha visti salvarsi in estremis già nelle due gare precedenti contro Udinese e Chievo, dove una Roma non più brillante come quella delle prime uscite ha strappato i tre punti anche con un po’ di fortuna.

Viene da chiedersi cosa succederà, e a chi verranno attribuite le colpe, quando la Roma subirà la prima sconfitta stagionale, e si vedrà superata da Napoli e Juve che sembrano decisamente più attrezzate per arrivare fino in fondo. Purtroppo la rosa dei giallorossi, se pur ottima nell’undici titolare, non sembra poter garantire le stesse prestazioni, quando qualcuno di loro è costretto a dare forfait per infortuni e squalifiche, e lo dimostra il fatto che già senza Totti e Gervinho, nelle ultime tre gare si è vista un’altra squadra, rispetto alla schiacciasassi delle prime giornate.

Se ne facciano una ragione i giallorossi, nessuno ha rubato loro niente, ma il perdere terreno progressivamente nei confronti delle inseguitrici, sarà la logica conseguenza di una rosa non all’altezza della vittoria di un campionato, senza cercare sempre le responsabilità nelle colpe altrui, provando per una volta a guardare in casa propria, riconoscendo i meriti altrui, ed evitando di dare dei ladri agli avversari quando non si ottiene ciò che si vuole, perché è troppo facile essere bravi e corretti quando si vince, molto meno quando si perde o pareggia.

Il paradosso è che a far le spese di queste polemiche è la squadra più penalizzata dagli arbitri in questa stagione, e a dimostrarlo ci sono dei dati oggettivi, non illazioni come quelle dei giallorossi. Chiunque non vinca, si sente legittimato a scagliarsi contro il Torino, come se i granata fossero un po’ la vittima sacrificale che dev’essere sconfitta senza se è senza ma, e se questo non accade ecco che i Mazzarri, i Nicola e i Garcia di turno trovano il modo di attribuire tale fallimento agli errori dei direttori di gara, rei di averli sfavoriti. Mi chiedo come gli stessi potranno guardare in faccia, o stringere la mano a Ventura quando lo incontreranno nel girone di ritorno, senza sentirsi un po’ in difetto nei confronti di un mister che nonostante abbia lasciato sul campo almeno 7-8 punti per sviste arbitrali, si è sempre comportato in modo corretto, non alzando il polverone che questi hanno alzato per molto meno.

Viene da chiedersi, se al temine delle dieci partite vinte dalla Roma, prima della “serataccia” di domenica, qualcuno di loro ha trovato il modo di informarsi anche sul luogo in cui ha cenato l’arbitro

 

Comments

  1. Omar Cecchelani says

    Aggiungerei nel mio commento le accuse de “Il Romanista” il quotidiano di informazione dei tifosi della Roma che non hanno bisogno di ulteriori commenti:

    “Ma come mai il Torino che una volta – nel Mesozoico – era leggenda, fa il Maracanà sotto la Maratona per un pareggio in casa: qualcuno glielo ha detto che hanno aiutato la Juventus? Lo sanno che non battono la Juventus da 18 anni? Tanto per dirglielo, non che sia importante”

    • Emiliano Lemma says

      Se l’Italia è la Patria della recriminazione e della dietrologia, Roma ne è degna capitale.
      Ricordiamoci, però, di queste ottime considerazioni quando sarà nuovamente “l’altra squadra di Torino” ad essere vittima di accuse senza senso.
      Il calcio o è pulito o non lo è, non esiste che lo sia quando si vince e non lo sia quando si perde. E questo vale per tutti, Juve compresa.

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