E adesso basta! (prima che sia troppo tardi)

Non passa giornata di campionato nella quale non ci sia al centro di ogni discorso, articolo o post di blog vari, la Juventus. Come è giusto che sia, del resto: 15 partite, 40 punti, primato solitario. E invece no, la Juve è al centro di ogni pensiero di tifosi, VIP, sociologi e soubrette varie non per le sue indiscutibili vittorie o per il suo evidente primato sul campo e fuori. No, quel che induce chiunque a riempirsi la bocca con la Juve è quel che non si vede e non si può dimostrare.

La Juve gioca nello stadio più bello d’Italia, sempre pieno, con un’esperienza per il tifoso unica e invece si parla prima di fantasiose congetture in base alle quali esso sarebbe stato edificato sulle ceneri del fallimento, in qualche modo pilotato, del Torino calcio, con la connivenza delle autorità cittadine; e poi sulla pericolosità stessa dell’impianto. Ovviamente tutte cose assurde e indimostrabili ma tant’è, all’italiota medio questo non solo non importa ma ne rafforza le convinzioni.

La Juve subisce il vero furto del secolo, quello che va sotto il nome di calciopoli, viene scippata non solo della vittoria di due campionati che, secondo la sentenza, o non hanno visto alcuna partita alterata (2004/2005) o non sono stati neanche oggetto di indagine (2005/2006), ma anche costretta a privarsi dei suoi giocatori di maggior valore, andando in B, restando fuori dall’Europa per 2 anni e subendo un danno patrimoniale inquantificabile.

bolognaEppure, nonostante ciò, di calciopoli non si vuole più parlare. Troppo scomodo ricordare come un processo abbia stabilito che nessun arbitro è stato sequestrato, che nessuna gara fu alterata, che se colpa ci era essa era ampiamente condivisa con le altre società rivali, sia quelle sfiorate dall’inchiesta, dal Milan alla Lazio e alla Fiorentina, sia quelle che da quel processo farsa han tratto ingenti vantaggio come l’Inter. Ma no, basta, ci è già andata bene, dovevano radiarvi, cosa parlate a fare?

E, ancora, mentre da un lato si cambia in corsa una regola poiché porta dritta dritta alla chiusura di uno stadio, San Siro, dall’altro si lascia passare l’iniziativa di una società di riempire le curve squalificate con 12.000 bambini multandola per un gravissimo insulto rivolto al portiere avversario. La vicenda è così ridicola da non meritare commenti. Qui basta dire che anche persone che uno stadio e un pallone non sanno neanche cosa sia, come Selvaggia Lucarelli, hanno espresso la loro erudita opinione e che anche chi, come l’opinionista di fede granata della trasmissione “i faziosi“, si è scandalizzato per i cori dei bimbi della Juve, poche settimane prima diceva che anche i buu razzisti allo stadio non erano da condannare poiché uno stadio è uno stadio e non un teatro. Quando c’è di mezzo la Juve, diventan tutti moralisti.

Quanto poi accade a Roma è troppo ridicolo per essere vero. Già si sentivano il tricolore sul petto, i romanisti! Del resto, se hai vinto le prime dieci partite te lo meriti, ne hai diritto! E invece no, soffia il vento del nord ( che talvolta arriva anche da Napoli che non è proprio nord ma questi son dettagli) e la maggica non vince più. Dapprima per colpa di quei cattivoni del Toro, notoriamente favoriti dagli arbitri, che osano fermare la Roma senza capire che così facevano un favore ai gobbi, poi per colpa dl Sassuolo, che osa pareggiare nei minuti di recupero! E che dire dell’Atalanta? C’era un rigore non dato che evidentemente ha privato dei tre punti meritati (mah) dai giallorossi. La Roma non segna, non vince e la Juve si. Non importa se lo fa senza macchie o sospetti, lo fa e basta, magari anche nei minuti di recupero!

Nelle ultime settimane poi abbiamo visto di tutto e di più in termini di violenza all’interno degli stadi. A Torino, in occasione della gara tra la Juve e il Napoli i “tifosi” del settore ospiti, oltre a distruggere, come sistematicamente avviene ogni anno, i bagni del loro settore, hanno anche ferito 4 tifosi bianconeri, colpendone molti altri con sacchi pieni di escrementi. Eppure, la cosa è passata in secondo piano perchè, ahinoi, ciò che di grave era accaduto sono stati i cori di discriminazione territoriale contro i napoletani. Nessuno, peraltro, si ricorda più del tifoso bianconero che, a San Siro, è stato spedito in ospedale picchiato selvaggiamente da tifosi dell’Inter che, per l’occasione, hanno scavalcato dal loro settore per raggiungere il pericoloso tifoso bianconero.

E mentre a Torino andava in scena la festa dei bambini, un’esperienza che nessuno di loro potrà mai dimenticare, a Bergamo era proiettato un altro film, quello di una città messa e ferro e fuoco dai tifosi, in questo caso di Atalanta e Roma, peraltro non nuovi a imprese come questa. Ma media e vip italiani se devono scegliere se condannare la violenza, magari dei sostenitori della Magica Roma o se sottolineare i fattacci compiuti dai bambini gobbi non hanno alcun dubbio e scelgono i secondi.

Infine, arriviamo a Bologna. E già all’arrivo allo stadio si nota come il detto “la civilissima Bologna” forse mal si coniuga con quel che accade ai giocatori della Juve, il cui pullman è colpito da calci e pugni. Nessuno si fa male, nessun vetro sarà rotto rischiando di ferire un calciatore come accaduto in passato, ma non deve essere nemmeno bello vivere certi momenti avendo come unica colpa quella di giocare nella squadra di gran lunga più forte d’Italia. Come se ciò non bastasse, ecco i civilissimi tifosi bolognesi fare gli auguri ai loro colleghi ospiti: “Per un caldo Natale, brucia un gobbo“, che ovviamente appare come un semplice sfottò da accogliere con il sorriso sulla bocca, così come quello successivo:” Dopo anni di terroni e milanesi, vi servivano i bambini per portare allo stadio dei veri piemontesi”. Inutile commentare: i tifosi che si fanno vanto di avere seguaci nel solo centro storico della loro città fanno più pena che altro …

Ovviamente, non ci saranno sanzioni e se ci saranno sarà solo una logica conseguenza di quanto accaduto domenica: se multi dei bambini allora alzi l’asticella e un minimo di coerenza la devi pur mostrare…

Ma non è questo il discorso. C’è chi dice che “vedervi rosicare non è importante, è l’unica cosa che conta“, parafrasando il noto detto bonipertiano ma io non condivido. Non nel senso che non mi faccia piacere vedere quanto il rosicamento stia diventando lo sport più praticato in Italia ma in quanto intravvedo dei pericolosi segnali di possibili atti violenti nei confronti della Juve o dei suoi sostenitori. Qualche che può andare oltre il semplice passare la notte al pronto soccorso per curare qualche escoriazione.

Il perché è presto detto: in un’Italia dove il benessere degli anni passati sta di colpo svanendo e dove la crisi colpisce anche la speranza di tornare a vivere come nel recente passato, l’italiano medio è preoccupato, stanco, amareggiato, rancoroso e incazzato quando ancora non illuso. E se ormai prendersela con i politici non vale praticamente più la pena, vista l’assurdità di un’intera classe politica, ecco allora che ci si deve sfogare in altro modo.

E cosa c’è di meglio che prendersela con chi vince? Del resto, l’Italia è l’unico paese in cui i tifosi della squadra più vincente di sempre vengono rimproverati, appunto, di ambire sempre e solo alla vittoria mentre per molte altre tifoserie si usa dire qualunque tipo di frase di incoraggiamento seguito poi da un “al di là del risultato” che altrove potrebbe apparire come sconcertante. E chi vince, in Italia, così come chi ha successo, non può farlo in modo meritevole, poiché il merito non viene riconosciuto come un vero valore e allora non può che ottenere risultati positivi in modi poco puliti.

E’ sempre stato così e sempre lo sarà, ma oggi c’è qualcosa di diverso. Perché quando era il mitico Avvocato Prisco a fare battute sulla Juve che ruba ci si faceva una risata; quando Viola si lamentava per il gol di Turone e Boniperti gli regalava il righello d’oro per misurare i centimetri del presunto fuorigioco del giocatore giallorosso e, ancora, quando erano Zeman e Moratti, dall’alto del loro operato che parla da solo, a millantare furti, doping e rigori su Ronaldo allora ci si poteva fare una risata o, al massimo, arrabbiarsi un po’ al bar mentre si beveva il caffè con gli amici di fede calcistica diversa.

Ma oggi no. Oggi che all’italiano alle prese con mille problemi, ai giovani ultras talvolta senza lavoro e senza prospettiva sociale, si sommano le moviole taroccate, le frasi bugiarde (la D’Amico che parla di arbitri rinchiusi nello spogliatoio, cosa smentita da un processo…), gli Auriemma, i Variale, i Pelegatti, le telecronache di Piccinini e di Bergomi, (e Sconcerti, e Pistocchi, e Bucchioni e mille altri ancora) le sciarpe con scritto “Juve Merda” esposte da ministri in carica, i Bonolis che parlano come l’ultimo dei pirla e molto altro ancora allora cambia tutto.

A quel punto per il romanista che alla quarta di campionato festeggia in auto lo scudetto prossimo venturo o l’interista afflitto dal fatto che l’indonesiano cercherà di ripianare i debiti prima di comprare Messi o il granata che non ha ancora digerito il fatto che lo Stadio della Juventus sia costruito sul fallimento della loro gloriosa società, allora, per ognuno di questi tifosi, la vicenda non si chiude con una risata. Diventa tutto, incredibilmente e terribilmente, più serio.

C’erano anni in cui la violenza negli stadi faceva vittime serie. Io spero che non accada di nuovo, e spero non accada addirittura fuori dagli stadi perché il rischio è questo. E, a quel punto, i colpevoli saranno tanti. Per questo non si può tacere, per questo bisogna avere il coraggio di incazzarsi e pretendere rispetto e ricondurre tutto a quello che alla fine davvero è, un gioco.

 

Comments

  1. Fortunato Tiozzo says

    Per l’intelligentone che ha scritto le suddette sue verità:
    25 settembre 2013 / 29 settembre 2013 Paloschi-Tevez
    Anche questo scudetto sarà infangato dai 5 giorni della vergogna anche se voi pensate di esserne immuni.

    • Emiliano Lemma says

      L’intelligentone ti risponde così:
      - Samp-Juve : rigore non dato per fallo su Pogba
      - Juve-Lazio: rigore non dato per mani di Cana
      - Chievo-Juve: mani di Estigarribia; mancata espulsione di Bentivoglio
      - Toro-Juve: Mancato rosso ad Immobile e Meggiorini
      - Juve-Milan: Rigore su Tevez, pugno di Mexes su Chiellini, ci sarebbero rigore ed espulsione
      - Fiorentina-Juve: rosso non dato ad Aquilani, rosso non dato a Savic, rigore dubbio alla Fiorentina
      - Juve-Genoa: rigore non dato su Pogba
      - Juve-Catania: rigore non dato su Tevez
      - Parma-Juve: Rigore non dato per fallo di Lucarelli su Giovinco
      - Juve-Napoli: giallo a Pogba non corretto, poi Pogba sarà espulso.
      - Bologna-Juve: rigore non dato ad Ogbonna

      E mi fermo qui. Il problema, ma purtroppo è cosa troppo difficile da capire, me ne rendo conto, è che dei favori della Juve si parla per mesi e anni, dei torti mai.

      Emiliano Lemma, l’intelligentone

      • Leofergod says

        Finché siamo solo noi tifosi a difendere la Juve-squadra nn si andrà lontano. La Juve-SPA dov’è??? Il loro silenzio nn è assordante, ma infamante e in qualche modo anbiguo,perché nn dimentichiamoci che gli attacchi più infami alla Juve arrivano dai Medias di “famiglia”. Senza conte siamo a livelli dell’Inter, ricordiamoceli sempre. Tutto pesa su di lui, ma si stuferà, nn può durare in eterno. Lunga vita a Conte.

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