Caro Conte, bisogna saper perdere

Chi mi conosce sa cosa penso di Conte. Sa la stima infinita, il rispetto e l’amore, sportivo, che nutro nei suoi confronti, ritenendolo l’artefice numero uno della rinascita della Juventus, sul campo e non solo. Chi non mi conosce può cercare gli articoli che a lui ho dedicato in questo blog. Pertanto, credo mi sia consentito di effettuare una riflessione che a molti non piacerà.

Già, perché fare lo sportivo, colui che rispetta gli avversari e il risultato del campo qualunque esso sia quando i risultati sono positivi è facile come essere vicini ai bisogni della povera gente abitando in una villa in collina. Più difficile è essere fedele ai propri principi quando si lotta, tra pari, nella giungla metropolitana dei cassintegrati o disoccupati, così come lo è quando si perde dentro ad un campo da calcio.

Abbiamo sentito più volte mister Conte arrabbiarsi perché in Italia non c’è una cultura sportiva degna di un paese serio. L’ultima volta, pochi giorni fa quando, rispondendo a Rudi Garcia, lo rimproverava di diffondere la cultura del sospetto.

considerazioni-europeeIeri, come sempre faccio dopo una sconfitta (per fortuna evento raro ma, forse proprio per questo, ancor più difficile da accettare), spengo la tv un minuto prima che l’arbitro fischi e non sento nulla fino all’indomani. Così, la mattina successiva all’eliminazione cocente dalla Coppa la cui finale si giocherà a casa nostra, cerco di mantenermi distante e di provare a dimenticare, cosa che reputo possibile grazie alla non presenza dei giornali in edicola e all’assenza della connessione internet nella casa al mare  nella quale mi sono rifugiato con la famiglia. Però poi la tentazione è stata forte e non ho potuto ignorare le legittime provocazioni che gli amici, via facebook o twitter, mi hanno lanciato, più o meno direttamente. Lo capisco e lo accetto: fa parte del gioco. E anzi, la rabbia nel dover subire attacchi da granata, interisti, milanisti, napoletani, viola e romanisti contemporaneamente mi fa comprendere sempre più come sia fortunato a tifare per la Juventus.

Però poi leggo le dichiarazioni di Conte (e di Bonucci, e di Chiellini) e non posso rimanere indifferente. Eh no. I portoghesi hanno fatto sceneggiate assurde? L’arbitro non ha visto un rigore all’andata e uno al ritorno e poi ha assecondato la costante perdita di tempo dei portoghesi al punto che nella ripresa si è giocato pochissimo? Sì, tutto vero, però.

Però la Juve all’andata ha perso 2-1 venendo a punita per banali distrazioni. Conte ha schierato Vucinic rinunciando, di fatto, a giocare 11 contro 11. Poi, al ritorno, in 100 minuti di (non) gioco, la Juve non ha mai segnato. Giocava in casa, nello Juventus Stadium che, bolgia o non bolgia, rappresenta un vantaggio indubbio per i giocatori bianconeri. Sarebbe bastato un gol ma non è arrivato. Non è arrivato neanche nei 20 e passa minuti giocati in superiorità numerica. E anzi, a guardarla bene, le palle gol concrete dei bianconeri sono state non più di due.

Di chi è, dunque, la colpa? Dell’ostruzionismo dei portoghesi? No, perché loro, consapevoli di essere meno forti della Juve hanno fatto di tutto per batterla e ci sono riusciti. Dell’arbitro? No, perché se è vero, come è vero, che non è un rigore dato o non dato o un minuto ulteriore di recupero assegnato a cambiare le sorti di una gara, come abbiamo del resto sempre sostenuto, allora, di che stiamo a parlare?

A me l’eliminazione brucia, e tanto. Ma non per questo intendo ora gettare fango, o peggio, sulla mia squadra, sul mio mister, sui miei colori. No. Tra due giorni, spero, saremo pronti a scendere in piazza a celebrare il nostro 32° scudetto con la consapevolezza che tutta l’Italia sarà lì a guardare e a rosicare. La nostra stagione è stata ottima perché 3 scudetti consecutivi non sono facili da vincere. E se sarà anche record di punti, allora davvero non possiamo che godere e ringraziare tutti coloro i quali hanno reso possibile questo trionfo.

Ma non appena il discorso scudetto sarà archiviato sarà bene riflettere. Non siamo all’altezza del Real Madrid e neanche del Bayern. Però all’altezza del Galatasaray e del Benfica sì, eccome. E non è colpa dell’Uefa nè degli arbitri se abbiamo pareggiato a Copenaghen e a Torino con i turchi. Nè se in una serata che poteva diventare magica non abbiamo mai segnato.

La cosa triste è che ora, quando Conte andrà in conferenza stampa a lamentarsi della scarsa cultura sportiva italiana che accampa scuse,  che non ammette mai le proprie colpe e che, soprattutto, non celebra mai i vincitori non sarà più credibile. E questo mi dispiace assai. Per quanto mi riguarda, onore al Benfica che ha dimostrato di essere migliore della Juve.

#FinoAllaFine…

 

Comments

  1. emanuele says

    Non so, ma il voler a tutti i costi utilizzare la tattica mourinhiana del noi contro tutti, non ha pagato. Non ha pagato perchè conte non è mourinho. Conte non ha sufficiente esperienza (internazionale) per capire quando ammettere le proprie colpe. Io mercoledì ho visto un mourinho non accampare scuse e fare i complimenti agli avversari. Se si è usciti, si è usciti soprattutto per l’incapacità della squadra di essere camaleontica e di essere ancorata a questo maledetto 3-5-2.

  2. giulio says

    Tutto quello che ha scritto emiliano lemma….sarebbe bello se non avesso scritto che festeggeranno il loro 32° scudetto, lo scudetto se sara’ …sara’ il N°30, perche’ coem e’ vero che conte parla di mancanza di cultura calcistica e poi si alscia andare a dichiarazioni isteriche alla fine di una partita andata male, anche i tifosi sarebbe ora che ammettano che le giustizia sportiva e quella penale hanno sentenziato che per 10 anni il sig.Moggi ha falsato le pertite, infatti io che sono milanista avrei annullato tutti i campionati dal 1997 al 2006……sono stati tutti in qualceh modo manipolati e non bisognava assegnare quello del 2006 all’inter.Questa sarebbe stata giustizia, inoltre juventus radiata dal calcio e milan fiorentina lazio sarebbero dovute partire almeno dalla C2.Pero’ le cose sono andate in un altro modo….ma gli juventini devono imparare a rispettare le sentenze, forse per questo siete tanto odiati….e non perche’ vincete tanto…..purtroppo rispetto ad altri avete rubato anche tanto….e purtroppo in campo internazionale gli arbitraggi sono diversi e vincete meno..! STOP

  3. Marco Mauri says

    Sinceramente pensavo di leggere le solite menate che si vedono in giro nei vari forum, proprio non volevo leggere in quanto io mi sento prima di tutto uno SPORTIVO JUVENTINO e poi un tifoso juventino….la differenza tra sportivo e tifoso è netta: il primo accetta tutto, capisce quando si sbaglia, capisce che non sempre esiste il rigore, anche quando non esiste, non si lamenta più di tanto e GIUSTAMENTE CRITICA CERTI COMPORTAMENTI ANTISPORTIVI, anche se sono gli stessi giocatori o dirigenti o “tifosi” juventini,non accetta di vincere male e con favoritismi, meglio perdere BENE che vincere IMMERITATAMENTE….per il secondo invece tutto ‘opposto del primo….nega qualsiasi cosa che non sia a favore della propria squadra e inveisce contro chi ha ragione….
    Invece leggendo questo articolo mi è sembrato come se lo avessi scritto io, sono le stesse cose che penso io e spero di non essere l’unico…..Sono molto contento di aver letto questo, anche perchè è facile elogiare chi vince, ma bisogna sia saper perdere che elogiare anche chi perde….In fin dei conti si dice che lo sport serve per formare la vita….INIZIAMO DA QUESTO….

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