Juve Campione e Superga: e se ricominciassimo da qui?

Quanto è bello vivere in una città in cui è primavera, c’è il sole e dove la più bella piazza è piena di bandiere, e di bambini con magliette, dei colori di una delle due squadre cittadine e dove uno dei monumenti più belli, che dall’alto domina tutta la città è piena di gente festante e commossa, che celebra non solo il ricordo dei loro eroi tragicamente scomparsi ma anche l’ottimismo ritrovato per un futuro meno triste del passato?

Torino, 4 maggio 2014. La Juventus è Campione d’Italia, dopo una galoppata entusiasmante che l’ha vista dapprima recuperare lo svantaggio accumulato nei confronti di una Roma che ha iniziato vincendo le prime 10 di campionato e, successivamente, di correre in modo folle verso la conquista del titolo nonostante gli impegni, non sempre felici, europei e gli infortuni importanti di alcuni uomini chiave, da Barzagli a Chiellini, da Marchisio a Vidal.

torinoIl Torino invece conquista a Verona l’ennesima vittoria di una stagione superlativa. Nessuno sa come finirà, se davvero i granata si qualificheranno per l’Europa League oppure no, però che questa sia una stagione formidabile non lo può mettere in discussione nessuno.

Dopo la vittoria dello scudetto, seppure avvenuta inaspettatamente mentre si era chi in poltrona chi al mare, il popolo bianconero ha conquistato la piazza, quella piazza San Carlo che da sempre fa da palcoscenico alle celebrazioni delle vittorie della Juventus.

Dopo la vittoria di Verona, i giocatori del Torino hanno preso un volo charter e sono saliti a celebrare il 65° anniversario della tragica scomparsa del Grande Torino, avvenuta, appunto, il 4 maggio 1949. C’era la squadra e c’era tanta gente. Anziani che quella squadra l’hanno vista giocare e bambini che la conoscono grazie ai racconti dei loro papà e dei loro nonni.

Se si esclude la tragica morte di un tifoso granata colpito da infarto, la città ha reagito con stile sabaudo all’invasione dei tifosi delle due squadre. Non abbiamo notizia di alcuno scontro, anche minimo, tra tifosi della Juve e tifosi del Toro. Eppure, devono esserci state centinaia di occasioni di incroci, di sguardi magari anche vagamente minacciosi, tra auto ed auto o tra pedoni reduci dai reciproci festeggiamenti. Ma niente.

Anzi. Nella mia timeline di Facebook come in quella di Twitter mi ha stupito, e molto, leggere tanti messaggi da parte di tifosi bianconeri che hanno deciso di onorare la memoria dei caduti di Superga.

Peccato che di complimenti da parte dei tifosi granata per la vittoria dello scudetto da parte dei tifosi della Juve non ne abbia letti. Ma lo capisco e lo comprendo: per chi si sente, a torto o a ragione, vittima dello strapotere non solo sportivo degli avversari cittadini, deve risultare difficile riconoscerne i meriti. Anzi, diciamo che ancora non si erano esaurite le scene di giubilo da parte granata per l’eliminazione della Juve dall’Europa League.

Ma qui siamo alla contrapposizione sportiva che non solo è bene che ci sia ma anche che si protragga più a lungo possibile. E, chissà, magari tra qualche anno Juve e Toro potranno essere rivali nelle zone alte della classifica. Chissà.

Quel che però vorrei davvero che accadesse è che Torino, e i tifosi di Juve e Toro sparsi in tutta Italia, siano in grado di capire quanti insegnamenti si possano trarre da una giornata come quella di ieri. Proprio quando Roma viene messa sotto assedio in occasione della finale di Coppa Italia, nella quale alla rivalità tra viola e napoletani si è inserita anche quella tra questi ultimi ed i romanisti, Torino reagisce a suo modo, con signorilità e sportività.

Pochi mesi fa c’è stata l’ottima iniziativa da parte del Museo del Grande Torino di realizzare una mostra fotografica denominata “70 angeli in un unico cielo – Heysel e Superga tragedie sorelle“, nella quale veniva reso omaggio alle due grandi tragedie che hanno colpito i due club cittadini. Un evento che ha avuto meno enfasi di quanto meritiva, a mio parere. Ma è stato un inizio.

Ecco, io vorrei che da quella mostra, e dalla Piazza San Carlo bianconera e Superga granata nascesse qualcosa. Non un gemellaggio, non la fine degli sfottò da bar, e nemmeno del diritto, da parte dei sostenitori granata, di sentirsi vittime del potere che la proprietà della Juve ha avuto sulla loro società, quanto la consapevolezza che qualcosa sta accadendo e può accadere. Che nel momento in cui ci si interroga a proposito del declino del calcio italiano venga da Torino un messaggio diverso.

Due società, la Juve e il Toro, che non potranno mai essere amiche ma che sul mercato collaborano. Due società che, una con lo Juventus Stadium l’altra con il Nuovo Filadelfia, dimostrano di credere ad un modo diverso di vivere il calcio, con i tifosi protagonisti e felici contributori. Due società che, pur con fatturati non confrontabili, si reggono sulle proprie risorse senza più costringere le proprietà a ingenti finanziamenti, alla ricerca di quello “scudetto del bilancio” che il Toro ha già vinto e la Juve si appresta ad imitare.

Torino, come in passato ha fatto tante altre volte, può essere per l’Italia un laboratorio di qualcosa di nuovo, che poi potrà diffondersi nel resto del paese. E se non le verrà riconosciuto questo merito non fa nulla, perché la storia insegna che sempre così è stato…

In concreto, non sto chiedendo nulla e nulla chiederò, ma se anche solo una persona del Toro, o della Juve, si sentirà colpita dalle mie parole e capirà che possiamo dare il buon esempio con giornate come quella del 4 maggio, allora avrò ottenuto un grande risultato. Si tratta, solo, di una rivoluzione culturale, di un modo diverso, civile e un po’ romantico, di vedere il calcio e lo sport.

Fatemi sapere…

Comments

  1. giacomo says

    sono stufo ed arcistufo di comportarmi da sportivo nei confronti di qualsiasi tifoso granata e non sentire mai dico mai una parola di elogio nei nostri confronti, ho 52 anni e da 40 funziona così…..per cui onorino pure i loro morti niente in contrario e niente a favore….e dato che complimenti non ce ne faranno mai, lascino stare i nostri di morti…sempre che ci ci riescano.

  2. Luca says

    Da tifosissimo Granata, un grazie ad Emiliano per l’articolo, come giustamente dici tu, non potremo mai essere, calcisticamente amici, ma persone rispettose dobbiamo esserlo, senza togliere ne sfotto’ ne prese in giro e neanche le piccole discussioni da Bar che sono un po’ il sale del tifo, inteso nel miglior senso possibile della parola. Personalmente non vi ho mai potuto sopportare calcisticamente, e trovo che sia anche giusto così’, troppo distanti i due mondi, ma, mai e poi mai mi permetterei d non rispettare la memoria di chi non c’e’ più sia che sia del Toro della Juve o del Forlinpopoli. Sono il primo ad essere contento che siate usciti dalla Europa league, ma sono anche il primo a complimentarmi per il campionato da voi vinto, non negherò mai che se l’avesse vinto qualcun altro sarei stato più felice, ma come dicono i francesi “Chapeau”. Per Giacomo, mi spiace per la tua acredine, ma ti assicuro che i Balenghi ci sono e ci saranno sempre e da qualunque parte tu ti giri.
    Ciao a tutti e Forza Vecchio Cuore Granata
    Luca

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