Conte: o è uno scherzo o sta sbagliando tutto

E così ci siamo anche quest’anno. Come due anni fa, come l’anno scorso. Puntualmente a stagione non ancora conclusa, ma quasi, va in scena la recita del “ci dobbiamo incontrare per decidere cosa fare“. L’esito, fino ad oggi, era scontato e così è poi stato. Anche l’anno scorso, dopo il vertice a tre tra Agnelli, Conte e Marotta, sembrava si fossero decise chissà quali mosse mentre invece, in fin dei conti, a prescindere dal loro valore, furono acquistati solo Llorente a zero euro, Tevez a 9 più bonus e Ogbonna a è meglio non ricordare quanto.

Quest’anno sembrava dovesse essere la stessa cosa: i tre si incontrano, discutono, delineano strategie, e tutto si conclude con una stretta di mano, sorrisi, dichiarazioni di amore eterno a mezzo stampa. E invece no. Sin dal momento stesso della conquista matematica dello scudetto, Conte ha fatto capire che qualcosa era diverso. Ha iniziato a parlare di stanchezza, di eccessive critiche, di risultati irripetibili con questi uomini. E per una settimana non si è fatto altro che discutere a proposito delle sue parole. Se non chè dopo la vittoria clamorosa all’Olimpico contro la Roma che doveva farci vedere che sono più forti di noi, il mister ha rincarato la dose. Oltre ai concetti già espressi se l’è presa con i tifosi, rei di sognare una Champions impossibile da raggiungere, ha parlato di un ciclo di tre anni che si chiude, ribadendo l’impossibilità di fare meglio e, forse, di ripetersi.

juve 2013Conte ha, poi, ribadito che la distanza con le rivali europee, Benfica compreso (in modo francamente inspiegabile, almeno per quanto visto in campo). E, infine, ha dichiarato la volontà di proseguire comunque la sua carriera senza anni sabbatici. Alla Juve o altrove.

Ascoltando le parole di Conte mi sono venuti mille pensieri, mille dubbi che hanno preso immediatamente il posto della paura. Paura di un futuro difficile, perché tutti sappiamo, o dovremmo sapere, cosa saremmo stati senza Antonio Conte.

Perché Conte fa queste dichiarazioni subito dopo la vittoria dello scudetto dei record? Perché cercare di rovinarci, in qualche modo, la festa? Perché lanciare questi messaggi in codice alla società quando Marotta ed Agnelli sono spesso a Vinovo e, tra loro, esiste un rapporto di amicizia che va oltre la collaborazione professionale? Perché voler a tutti i costi parlare di ciclo finito quando ci sono giocatori ancora nel pieno della loro maturità agonistica? Difficile da comprendere.

O forse no. Forse davvero Conte, che dichiara di studiare giorno e notte il calcio, ha la foto di Mourinho sul comodino e a lui vuole assomigliare sempre più. Come il portoghese Conte usa la stampa per mandare messaggi ad avversari, tifosi e giocatori. Come il portoghese Conte se la prende con i giornalisti e alterna momenti in cui dichiara che non si può non accogliere il risultato del campo come unico parametro di giudizio ad altri in cui se la prende con gli arbitri. Come il portoghese Conte protegge i suoi giocatori contro tutto e contro tutti.

Come Mourinho Conte vuole dare enfasi al proprio ruolo ribadendolo in modo plateale, nonostante a parole dica di dovere tutto ai suoi ragazzi. Mou, lo ricordiamo, fu quello che rovinò la festa della vittoria in Champions all’Inter dichiarando che sarebbe andato via al triplice fischio, con tanto di baci e pianti con Materazzi fuori dallo stadio. In quel modo, il giorno dopo si è parlato più dell’addio di Mourinho che della storica vittoria dell’Inter. Così, Conte lascia a tutto il suo popolo, quello che lui dichiara di amare da sempre, l’amaro in bocca. Perché noi il fallimento europeo l’abbiamo archiviato e, in qualche modo, digerito e volevamo gustarci questo scudetto dei record. Lo vorremmo festeggiare come merita, anche perché già ci pensano i rosiconi vari a sminuire il successo ottenuto come fosse cosa da poco e atto dovuto. E invece siamo qui a interrogarci sul futuro perchè “senza di te non andremo lontano”…

Perché, caro Conte, non aspettare una settimana prima di fare certe dichiarazioni? Perché non parlare con la società (e non prendeteci in giro, avete già parlato eccome) e poi, solo a giochi fatti, dire quel che si pensa, anche se scomodo? Perché doversi mettere al centro dell’attenzione sempre e comunque? Questo non è amore per la maglia che ti ha dato tutto e alla quale hai dato tutto, da giocatore e da allenatore. Questa è furbizia. Anche perché, pensare male per pensare male, si potrebbe anche dire che forse le dichiarazioni a mezzo stampa servono per svegliare l’interesse dei grandi club europei che in queste ore stanno decidendo quale allenatore scegliere.

Anche prendersela con i tifosi può andare bene perché, come qualcuno tra i commentatori più intelligenti ha scritto (e questi ormai si trovano più su Twitter che in tv o sui giornali), Conte si è assunto il ruolo di educatore del tifo bianconero e, come tale, cerca di indirizzare il pensiero dei milioni di tifosi della Juve, come quando abbracciò Giovinco facendo in modo che nessuno osasse più fischiarlo. Anche su questo siamo d’accordo: che si dica alla gente che oggi in Europa non si può sperare di vincere ma, al massimo, provare a ripetere gli exploit di Borussia o Atletico (che significa solo finale, non titolo) è importante. Solo, lo dovrebbe dire anche la società, sapendo comunque che il tifoso medio vuole essere preso in giro e reagirebbe male. Il tifoso però è tifoso: può essere colto o ignorante, intelligente o stupido, ricco o povero ed è difficile mettere tutti d’accordo. Così come è impossibile convincerlo che la propria squadra non può vincere l’Europa. Ci sperano a Napoli, a Roma (a Milano per un po’ direi che si dovranno accontentare del campionato) perché non dovremmo sperarci noi? Perché poi è difficile accettare che la Juve non possa passare un girone di Champions formato da Real Madrid, Juventus, Galatasaray e Copenaghen…

E, ancora, Conte che vuole la bolgia e si arrabbia se non c’è (e, se permetti, io pago 130 euro a biglietto e direi che posso scegliere se urlare oppure no, altrimenti mettete una specifica clausola al momento dell’acquisto, già difficile di suo…); Conte che dice che non si può fischiare Vucinic quando verrebbe da prenderlo a schiaffi o Isla maledicendo chi lo ha voluto e pagato caro…

Insomma, Conte sembra pronto all’addio ma è un addio amaro, che i tifosi della Juve non meritano. Non in questo modo, non in questi termini. Il tutto, però, senza dimenticare quanto gli dobbiamo. Senza di lui oggi non avremmo vinto 3 scudetti. Senza di lui, chissà, magari la nostra squadra la allenerebbe Mancini…

A meno che non si tratti di uno scherzo. Conte e la società si sono parlati e hanno già deciso di andare avanti. Sono concentrati sul mercato e sulle strategie future. I giocatori lo sanno e se la stanno ridendo alle nostre spalle. Si tratterebbe di un modo per prendere in giro quegli stessi giornalisti faziosi e tifosi che ancora non riescono a farsene una ragione. Fosse così, tanto di cappello. Ma ne dubito fortemente. E se anche davvero ci sarà presto un incontro tra le parti al termine del quale Conte deciderà di restare con noi comunque ritengo che i modi siano sbagliati.

 

Comments

  1. Luca Fusco says

    Vi stanno facendo uno Shampoo questi Media che si salvi chi può! Siete dentro la lavatrice mediatica!
    Ragioniamo con buon senso, mi pare l’epilogo dell’articolo faccia questo tentativo senza che ci sia nessuna presa in giro ma semplicemente una viviamo una dinamica normale di quando 2 parti si incontrano e fanno il punto della situazione di fine stagione, quindi analisi e bilanci.
    Quindi dormiamo pure la notte ;)

  2. saporosi fabrizio says

    Parlo da tifoso juventino, ringrazio Conte per tutto ciò che ha regalato alla squadra del mio cuore e sentir lui anche del suo cuore, sia da giocatore che d’ allenatore. Chiaramente non sono in grado di capire certi meccanismi altrimenti ci sarei io al posto di Conte, però capisco una cosa, capisco che un giorno (spero il più lontano possibile)Conte andrà via ed allora mi domando che dobbiamo fare noi tifosi? Odiarlo, dimenticarlo, desiderarlo ho che ?? Io credo che dobbiamo rispettarlo, rispettare le sue scelte e continuare a sognare ed amare la nostra squadra come fanno tutti tifosi del mondo. Nel calcio come in altri sport non si amano i volti ho i nomi ma semplicemente la squadra e ciò che rappresenta, quindi l’ addio di Conte chiaramente per me come per milioni di tifosi juventini sarà un dispiacere però questo dispiacere non cancellerà mai l’ amore che si prova per la propria squadra. E se non vinceremo in europa se non vinceremo in campionato, se andremo in serie b ho c questo non cancellerà l’ amore per la juve. Quindi caro Antonio non ti preoccupare per noi tifosi se vogliamo una juve vincente in europa e non vincerà, non ti preoccupare se la squadra non sarà migliorabile e non ti preoccupare del fatto di prenderci in giro perché per noi non cambierà niente. Vorremo vederti insieme alla juve perché tu sei la juve, perché Marotta e Pratici sono la juve perché il presidente insieme a tutto lo staf dirigenziale è la JUVE. Ed anche noi tifosi insieme ad i calciatori siamo la juve. Forza Antonio che tu sia con noi o no ti lascio un saluto e tanti auguri.

  3. Alberto says

    Provo a scrivere un po’ meno da tifoso e in modo un po’ più riflessivo. Conte sa che questa stagione è stato un miracolo e sarebbe stato un miracolo ancora più grosso arrivare fino alla fine anche in Europa League per quanto sia mancato poco, così come Mourinho sapeva che era stato un miracolo vincere la Champions con l’Inter e che se fosse rimasto all’Inter si sarebbe perso le opportunità che poi ha avuto. Realisticamente oggi la Juve, con l’approccio dei parametro-zero e dei giocatori in lite con l’allenatore, più di così non può fare e Conte ha ragionissima a sostenerlo. Noi ragioniamo da tifosi e alla Champions ci speriamo, lui ragiona da professionista e sa che le chance sono pochissime, mentre sa che con i tre scudetti consecutivi appena vinti ha buone possibilità di trovare la panchina di una squadra nella quale vincere la Champions sia invece una concreta possibilità. Se rimanesse alla Juve avrebbe anzi buone probabilità di non ripetersi nemmeno in Italia e di bruciarsi altre opportunità future. Dispiace perché è stato l’assoluto protagonista di questi anni e perché senza di lui sarà davvero difficile mantenere gli standard attuali però umanamente non possio biasimarlo.
    Posso solo sperare che non trovi alternative o che Agnelli faccia delle aperture rispetto ai suoi intenti rinnovatori (peraltro condivisibilissimi), se no, speriamo solo che al posto suo non arrivino soluzioni improvvisate ed inadeguate alla Delneri…

  4. mirko says

    Io c è una cosa che non capisco? Quando siamo andati fuori col Bayern conte ha detto( abbiamo capito cosa ci manca per colmare il Gap. Ora con l acquisto di tevez e l esplosione di pogba si vorrebbe ripartire da una rosa più giovane? Non siamo ai livelli del real e Bayern ma a questa juve non manca tantissimo per raggiungerli

  5. Oliva Fabrizio says

    Caro Conte, quando 3 anni fa sei arrivato sulla panchina della juve contro lo scetticismo di molte persone, io ero felice e facevo il tifo per te , perchè ero stufo di vedere allenatori non all’altezza e la squadra giocare in quel modo. Ero sicuro che avresti trasmesso il tuo carattere da guerriero che non molla mai alla nostra amata juve. Vedere i ragazzi uscire dal campo solo dopo aver dato il 110% , questo poteva bastare… ma poi giornata dopo giornata è arrivato il primo e inaspettato scudetto per la grande gioia di tutti. Quello scudetto ha rappresentato il vero ritorno, scacciando i fentasmi di calciopoli ( anni di sofferenze , tutte vissute dalla curva). Poi la vittoria del secondo a conferma del grande lavoro svolto e ora lo scudetto dei record.
    Caro Antonio la champios è un sogno come hai sempre detto tu, nessuno può avere pretese in merito ed è evidente che i soldi che spende ad esempio il Real per un giocatore noi non li possiamo spendere nenche in tre campagne acquisti. Non pretendiamo nenche il quarto scudetto di fila ( felicissimi se arrivasse). L’unica cosa che pretendiamo è vedere la juve continuare a giocare da juve, la grinta l’amore per questa maglia.
    Non son daccordo sul ciclo chiuso, ci sono da cambiare alcuni uomini, facciamolo insieme, tanto la panchine dei grandi club sono tutte occupate e non credo proprio che tu sia disposto a fare passi indietro, in una squadra da ricostruire… e poi ricordati che vincere insieme vale doppio.

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