Ajax-Torino 0-0. Una finale UEFA stregata e una sedia alzata…

Tra le date che i tifosi del Torino ricordano con più amarezza, una posizione di rilievo assume sicuramente il 13 maggio del 1992, quando ad Amsterdam si giocò la finale di ritorno della coppa UEFA tra l’Ajax e i granata costretti a ribaltare il 2-2 maturato nella gara di andata grazie ai due goal di Casagrande che aveva risposto prima a  Jonk e poi al rigore di Petterson.

Per ogni tifoso del Toro quel 13 maggio resterà per sempre una  data maledetta, una ferita ancora aperta anche a distanza di più di vent’anni e la consapevolezza di aver mancato l’appuntamento con la storia per il solito dispetto che il destino ha fatto a questa squadra e a questa società in costante credito con la fortuna e con una voglia di riscatto e di rivalsa che si esprime ogni volta che lo stadio intona il coro “torneremo ad Amsterdam“, segno di malinconia mista alla speranza che un giorno si possano davvero regolare i conti con il destino.

Cornice di quella sciagurata trasferta l’Olympisch Stadion di Amsterdam, l’impianto precedente all’attuale Amsterdam Arena, che quel giorno ospitò una gara rocambolesca tra gli olandesi che arrivarono alla finale eliminando il Genoa di Bagnoli, Skuhravy e Aguilera ed un Torino che, arrivato a quella gara dopo un cammino trionfale che permise ai granata di regalarsi la soddisfazione di eliminare in semifinale il Real Madrid di Butragueno, Sanchis, Luis Enrique, Michel e Hierro, aveva la possibilità di entrare nella storia giocando una finale contro una squadra che faceva decisamente meno paura dei madrileni, ovvero l’Ajax, una formazione molto quadrata sapientemente allenata da Luis Van Gaal e con molti giovani di prospettiva che avrebbero fatto, qualche anno dopo, fortuna nel campionato italiano (Jonk, Winter, Van’ t Schip, Kreek, Roy, Bergkamp).

ajax-torino

Il 2-2 maturato nella gara di andata costringeva il Torino a cercare l’impresa, si doveva vincere ad Amsterdam, espugnare l’Olympisch Stadion con una squadra che aveva nelle corde la possibilità di farlo, grazie a giocatori come Lentini, Policano, Scifo, Martin Vasquez e Casagrande, in grado di fare la differenza anche in trasferta, guidata da quel mostro sacro del nostro calcio che risponde al nome di Emiliano Mondonico.

Il Toro imposta la gara in maniera gagliarda a dispetto di un Ajax guardingo che nel primo tempo sembrava badasse più che altro a non prenderle. Al 20′ Lentini parte sulla sua fascia salta il suo marcatore e pennella un pallone al centro dell’area dove il solito Casagrande stacca di testa anticipando tutti, la palla supera il portiere olandese Stanley Menzo e mentre già si grida al goal, il palo beffardo respinge quel pallone che meritava miglior sorte. Un brutto presagio quel palo colpito, ma anche la consapevolezza che nei 70′ minuti restanti il goal potrebbe arrivare da un momento all’altro. Il Toro ci crede, ma tuttavia il primo tempo si conclude sullo 0-0 senza altre grosse emozioni.

La ripresa vede un Ajax più intraprendente, tuttavia è Cravero dopo pochi minuti a seminare il panico nella difesa olandese, salta di netto nell’area di rigore avversaria De Bouer con un dribbling a rientrare, l’olandese lo aggancia, il capitano granata cade a terra e tutti gridano al rigore ma l’arbitro non vede e fa proseguire. Sembra l’ennesimo sopruso di una storia fatta di sfortune e non solo; i giocatori in campo protestano, mentre dalle panchine Emiliano Mondonico reagisce al sopruso con un gesto che passerà alla storia, prendendo in mano una sedia e alzandola sopra la sua testa. Un gesto istintivo per manifestare la propria rabbia e delusione verso quell’ingiustizia. Sono passati più di vent’anni ma quella sedia alzata è diventata il simbolo di quella serata, un gesto che nessuno scorderà mai e che identifica il  carattere da Toro di un allenatore che rappresentava in pieno il suo essere granata.

Dopo quel contatto, capitan Cravero è costretto a chiedere il cambio e viene sostituito da Gianluca Sordo, centrocampista prodotto del vivaio granata non ancora ventenne. Il tempo passa e la diga olandese sembra reggere, fino a quando una cannonata dai 30 metri di Roberto Mussi, viene deviata da un difensore, cambia la sua traiettoria mettendo fuori causa il portiere. La palla sembra destinata ad insaccarsi e Silvano Benedetti ha già le braccia al cielo  in segno di esultanza quando ancora una volta il destino beffardo la spinge quel tanto che basta per fargli colpire un altro clamoroso palo, strozzando in gola l’urlo dei granata e dei migliaia di tifosi che già gridavano al goal. Era il 30′ della ripresa e il Toro aveva già colpito due pali e reclamato un rigore che poteva anche essere fischiato.

Una situazione che avrebbe messo alle corde chiunque, ma il Toro è il Toro, e continua a credere che quella maledizione possa essere sfatata, e a tre minuti dal 90′ accade l’incredibile, con i granata in forcing, Mussi mette in area una palla che nessuno tocca e quel Gianluca Sordo, subentrato al capitano ad inizio ripresa, un giovane talento proveniente dal vivaio granata, si ritrova nei piedi la palla della storia, si gira colpendo quel pallone con tutta la sua forza indirizzandolo verso la porta olandese. Il portiere è fuori causa e quella palla che sbatte sulla parte inferiore della traversa e torna in campo è solo la conferma di una maledizione che si era concretizzata in modo beffardo in quella partita stregata.

Non c’è più tempo, forse non ci sono più le forze e nemmeno la convinzione, il Toro deve arrendersi al destino che non ha voluto vederlo alzare una coppa che avrebbe invece meritato. C’è solo il tempo per consentire a Policano di prendere a calci Petterson che perdeva tempo presso la bandierina del calcio d’angolo, spezzandogli un braccio e guadagnandosi un cartellino rosso.

Finisce la gara, tra le lacrime dei granata e gli urli di gioia degli olandesi. Finisce la gara con le parole che suonano come una sentenza di Capitan Cravero che sintetizza così la serata “credo che esiste solo una società al mondo che perde le finali così: questa è il Torino. Siamo maledetti, non so cosa altro dire” e con il portiere olandese Menzo che bacia i pali della sua porta. Finisce la gara con i giocatori dell’Ajax che alzano al cielo la coppa UEFA sotto le note di “We are the champions” dei Queen e i giocatori del Toro seduti sul prato a piangere increduli a pensare che se esiste un Dio nel calcio, quella sera non passava certo di li…

Era il 13 maggio 1992 una data che grida vendetta ma che lascia nei tifosi del Toro la speranza sintetizzata nell’urlo “torneremo ad Amsterdam“.

 

Comments

  1. Fabiogranata says

    Quella sera me la ricordo bene, ero a casa e quando la palla beffarda ha colpito per la seconda volta il palo mi sono alzato in piedi e ho dato un pugno talmente forte sul tavolo della cucina che ho incrinato la giuntura della gamba. Un sacco di parole da mia moglie e il giorno dopo ho pure dovuto ripararlo. Ma la fede rimane sempre incrollabile. Forza TORO

  2. Corrado says

    Mi ricordo che vidi quella finale, da milanista dico che il Toro strameritava di vincere ed invece allora l’assurda regola dei gol fuori casa condannò il Toro, una regola che, va bene, serve per dirimere le questioni ma una finale è una finale e non può essere vinta così! Infatti in sudamerica tale regola non viene applicata nella finale di Libertadores, mentre in Europa nella attuale Europa League la finale è a gara unica da molti anni.
    Torneremo ad Amsterdam? Temo che quest’anno, a causa di un mercato sciagurato, il rischio concreto sia di tornare in Serie B!

  3. Massimo says

    Credo assolutamente che il Toro,sia una società in FORTE credito con la fortuna e il destino…a partire da quel maledetto 4 maggio 1949…strameritava si quella sera,ho seguito tutta la stagione europea di quel toro(pur non essendone tifoso),è stato grande,come mi auguro che lo torni al più presto!!!è una squadra che meriterebbe di giocare per lo scudetto e partecipare sempre alla coppa dei campioni!!!! A differenza dell’altra squadra della città,dove è debitrice con la sfortuna e gli imbrogli!!!!!!complimenti ai granata!!!! 1a ( e unica )squadr di Torino!!!!

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