Conte, non fare il Mourinho!

contemouChe i giornalisti sportivi siano una categoria che durante il periodo post-campionato riesce a dare il peggio di sé è arcinoto. Ma è anche vero che, nonostante siano essi inclini a inventare la notizia laddove non c’è, qualche spunto deve essere loro fornito dai diretti interessati.

La vicenda Agnelli – Conte è paradossale poichè mette i tifosi bianconeri dinanzi alla realtà, che è quella che purtroppo anche i loro beniamini sanno farsi prendere dalla voglia di strumentalizzare i media per i propri fini, finendo però a loro volta strumentalizzati. Mi spiego meglio.

Conte ne ha passate di tutti i colori dopo la grande vittoria del campionato 2011-2012. E quando, durante la vicenda scandalosa del suo, presunto, coinvolgimento nel calcio scommesse, i giornali scrissero di un Conte amareggiato che voleva andarsene dall’Italia, di un Agnelli che forse voleva scaricarlo per preservare l’immagine della Juventus (…), fu chiaro che le notizie erano del tutto inventate, tanto per destabilizzare l’ambiente e vendere qualche copia di giornale. E nè il mister Campione d’Italia, nè la dirigenza, avevano mai dato adito a queste assurdità, se non per smentirle con forza.

Giusto così. La Juve non è l’Inter, dove Branca va in tv ad affermare che Snejder non gioca perchè non rinnova ma poi Moratti lo smentisce (anche perchè sarebbe un comportamento illecito, una sorta di mobbing…). Alla Juve non si usano i media per mandare messaggi che possono essere destabilizzanti…

E invece no. A scudetto 2012-2013 acquisito, Conte sorprende tutti affermando di voler parlare con la società. Per prolungare il contratto? Per chiedere un aumento? Beh, ci starebbe, da che mondo e mondo chi vince batte cassa…Ma Conte non è così, non ne fa una questione di soldi. No, bisogna verificare se ci sono i presupposti per andare avanti, per continuare ad essere vincenti. Frasi non casuali, non pronunciate quasi per sbaglio davanti a una tv per poi smentirle davanti ad altri microfoni o taccuini.

E mentre i tifosi bianconeri festeggiavano il loro ennesimo trionfo, giornalisti e giornalai non potevano quasi credere di poter imbastire una polemica relativa alla possibile partenza di Conte dalla Juve. Un modo per immaginare scenari assurdi (vedi l’articolo di GB Olivero sulla Gazzetta, in cui il giornalista dichiara di indagare nell’animo di Conte) senza però che i diretti interessati rinunciassero ad alimentare la polemica. Con Agnelli che svela di aver già incontrato Conte sul divano di casa propria e di non avere, lui, alcun dubbio circa la conferma di Conte. E con Conte che sembra non gradire.

Due sono le cose non inventate e vere che possono essere lette tra le righe delle parole di Agnelli: che non è lui ad avere dubbi su chi sarà il prossimo mister della Juve e che, nonostante l’ambizione di vincere sia insita nella sua natura, nessuno può garantire ad un mister che si vincerà la Champion’s.

Dispiace veramente dover intaccare la stima, l’affetto, il quasi amore nei confronti di Antonio Conte, uno che ha la Juve nel DNA, però il suo voler pretendere, a mezzo stampa, sforzi da parte della società è un atteggiamento sbagliato. Sbagliato perchè, appunto, ha rovinato la festa ai tifosi bianconeri. Un po’ come fece Mourinho nell’anno del triplete quando, la sera stessa della vittoria storia dell’Inter in Champion’s, fece la sceneggiata della fuga dallo stadio abbracciando Materazzi piangente, in modo da ribadire che se ne sarebbe andato. Così facendo, il giorno dopo giornali, tv e avversari, anzichè celebrare la vittoria dell’Inter, non facevano che parlare della fuga dell’allenatore portoghese.

Sia chiaro, Conte ha tutto il diritto di chiedere alla società di poter partecipare più attivamente alle scelte tecniche e di mercato, così come di chiedere se sia possibile uno sforzo ulteriore per poter colmare il gap con i top club d’Europa. Ma lo deve fare a quattr’occhi, in silenzio, con rispetto nei confronti della società e, soprattutto, dei tifosi.

Credevo che alla Juve certe cose non sarebbero mai accadute. La Juve non è l’Inter e Conte non è Mourinho… o no? Conte, lo ripeto, è un grande, il miglior allenatore italiano ed uno dei migliori d’Europa. E’ ancora molto giovane ed è a inizio carriera. Chi lo sa dove potrà arrivare. Però Conte non deve fare il Mourinho, ossia uno che ad ogni successo rilancia, catalizzando sulla sua persona le attenzioni che invece andrebbero condivise con squadra, società e tifosi. Soprattutto, caro mitico Capitano e condottiero, Mourinho ha vinto due Champion’s League e ha vinto campionati in Portogallo, Inghilterra, Italia e Spagna. Prima di fare il Mourinho, occorre diventarlo…

 

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