Ventura e il derby: tattica o motivazioni?

Mancano 8 giorni al 186° Derby della Mole e mai come in questa edizione, più che il prestigio della vittoria nella stracittadina, l’occhio è rivolto da entrambe le compagini ai rispettivi obiettivi di classifica. La Juventus che potrebbe festeggiare proprio al termine della gara la matematica conquista del 29° scudetto, e il Torino che con un risultato positivo potrebbe altresì conquistare la salvezza.

E’ chiaro che l’ago della bilancia non può che propendere dalla parte bianconera, che con solo quattro sconfitte rimediate in questo campionato, ma soprattutto con il miglior attacco e la miglior difesa del torneo si candida alla vittoria di questa stracittadina e del titolo. Solo l’orgoglio granata, la cattiveria sportiva che la squadra di Ventura potrebbe tirar fuori per risparmiarsi, e risparmiare alla curva Maratona, l’ennesima umiliazione dell’era Cairo, ovvero quella di vedere gli “odiati cugini” sollevare al cielo quello che loro considererebbero il 31° scudetto, potrebbe riequilibrare una gara che vede i granata in netto svantaggio nei pronostici.

Una “brutta gatta da pelare” per mister Ventura che oltretutto ha quattro giocatori importanti come Glik, Gazzi, Jonathas e Vives in diffida e quindi un cartellino giallo nella gara contro la Fiorentina li escluderebbe dal derby, un Ogbonna  non ancora al meglio della condizione e con la maglia bianconera rimediata al termine della gara di andata, quasi pronta per trasformarsi nella sua nuova casacca, e il solito rebus dell’attacco da risolvere. Ci sono buone probabilità che ”mister libidine” schieri la sua formazione preferita con Barretto e Meggiorini al centro dell’attacco, SantanaCerci sulle fascie, GazziVives al centro, e i “soliti 4″ in difesa ovvero GlikOgbonna al centro supportati da Masiello e Darmian,  trascurando il fatto che proprio  le motivazioni di una gara come il Derby, soprattutto questo Derby che potrebbe consegnare lo scudetto alla “signora”, potrebbe letteralmentte trasformare in “guerrieri” giocatori come Bianchi, D’Ambrosio,  Rodriguez, Brighi  e Birsa,  in scadenza di contratto ma con la voglia di dimostrare al mister e all’ambiente di potersi tranquillamente ritagliare il proprio spazio a discapito degli ex-Bari tanto ben voluti da Ventura.

Anche i muri sanno che la stracittadina non è una partita come tutte le altre, ma rappresenta per i giocatori granata un modo come un altro per entrare nella storia della squadra  ed essere ricordati e amati a vita dai tifosi, così come Ruggiero Rizzitelli autore della doppietta con cui il Torino vinse il suo ultimo derby nel 1995, o Walter Casagrande anch’egli protagonista di una vittoria per 2-0 risalente al 1992. Ecco perchè Ventura per una volta dovrebbe mettere da parte le proprie convizioni ed interpretare questa partita col coraggio di un allenatore “da Toro” e  avere la sfrontatezza di “osare” schierando quei giocatori che hanno “l’occhio della tigre” e magari qualche geometria in meno, perchè se anche in questa partita non “frullerà la palla“,  ma arriverà un risultato positivo si potrebbe davvero entrare nella storia e per una volta sorridere,  invece che abbassare lo sguardo quando si incontra per strada una maglia a strisce.

Comments

  1. Emiliano Lemma says

    Come primo post non c’è male caro Omar! Inizi subito criticando Ventura, mettendo le mani avanti, parlando di continue umiliazioni… di come affrontare la partita.
    Secondo te occorrerà aggredire e osare contro la Juve…ossia il modo migliore per prenderne almeno tre,proprio come all’andata.
    Secondo me dovreste portare sugli allori un mister come ventura che, insieme al Petrachi, ha portato in A una squadra allestita per, al massimo, centrare i playoff e, quest’anno,ha raggiunto una salvezza quasi certa con 10 giornate di anticipo.
    Ci sono squadre che non vincono perchè hanno una dirigenza ridicola (Inter…) ed altre che non vincono a causa dei loro tifosi…

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