Pagelle Torino-Copenhagen 1-0. Quagliarella di rigore, Molinaro maratoneta…

GILLET 6: fa da spettatore interessato ad una partita in cui il pallone dalle sue parti, è arrivato solo dai piedi dei suoi compagni che lo impegnano in qualche retropassaggio che gestisce senza patemi.

DARMIAN 6.5: prova a spingere dalla sua parte finché ne ha, mettendo anche qualche cross interessante. In difesa è sempre puntuale, in avanti ha ancora del lavoro da fare per tornare nella miglior condizione, ma è evidente che la palla nei suoi piedi sia in cassaforte.

MAKSIMOVIC 6.5: puntuale e preciso in copertura, anche se non ha molto da fare, vista la pochezza delle folate offensive dei danesi, è uno dei pochi ad avventurarsi spesso palla al piede nella costruzione del gioco, prendendosi i suoi rischi e uscendone sempre a testa alta.

GLIK 6.5: serata serena per il polacco, che non deve fare gli straordinari in difesa ma riesce a gestire tutto senza grossi problemi, anche grazie alla perfetta collocazione tattica e alla sua capacità di essere sempre al posto giusto nel momento giusto. Si trasforma da assist man per Moretti che per poco non realizza di testa, se la traversa non gli avesse strozzato in goal l’urlo del goal

MORETTI 6.5: anche per lui in difesa è serata di ordinaria amministrazione. Fallisce clamorosamente un goal di testa colpendo in pieno la traversa che gli nega la gioia della sua prima marcatura europea.

MOLINARO 7: tocca decine di palloni e in quasi tutte le azioni offensive del Toro, di riffa o di raffa, c’è il suo zampino. Diventa padrone assoluto della sua fascia, dove spesso corregge anche gli errori altrui. Unico neo i piedi, deve dare una regolatina alle scarpe perché sarebbe un fuoriclasse se oltre ai km e alla corsa aggiungesse anche la precisione nei tiri e nei cross.

BENASSI 5,5: un primo tempo negativo in cui oltre ad eclissarsi troppo spesso dal gioco, quando entra in possesso palla tende sempre a far la cosa sbagliata. Si riprende un po’ nella ripresa quando riesce a dialogare maggiormente con Darmian. Deve crescere e la speranza di tutti è che possa dare qualcosa in più a questo Toro.

Torino Fc - Copenaghen

GAZZI 6: solito muro in mezzo al campo. Tanta corsa e sostanza in fase di copertura ma parecchie imprecisioni quando cerca di lanciare i compagni. D’altra parte non è quello il suo mestiere.

SANCHEZ MINO 6,5: quando si accende è uno dei pochi ad essere i grado di illuminare la manovra granata. Bello a vedersi perché gioca sempre a testa alta e sembra aver molto più talento di quello che in realtà esprime. Dimostra anche oggi di essere un elemento che si sta confermando quasi indispensabile nello scacchiere, un po’ povero di qualità, a disposizione di Ventura (st 24′ EL KADDOURI 6: sostituisce degnamente il compagno dando il suo apporto nell’arrembaggio finale)

MARTINEZ 6.5: una spina nel fianco dei macchinosi difensori danesi. Riesce spesso, con la sua velocità, ad inserirsi tra i giganti nordici e a metterli in difficoltà. È uno dei pochi, se non l’unico, ad impensierire, finché è stato in campo, i suoi avversari e il portiere. Spesso però sembra confusionario, forse anche a causa della foga agonistica. Probabilmente se giocasse con maggior continuità potrebbe diventare un’arma in più nella faretra del mister, che attualmente ha una sola freccia che va sempre a bersaglio, mentre le altre sembrano piuttosto spuntate, se non rotte. (st 27′ QUAGLIARELLA 7: è lui la freccia che colpisce al cuore gli avversari lasciandoli senza fiato. Entra e fa quel che un attaccante deve fare, si butta nella mischia, si procura il rigore e senza problemi lo insacca alla destra del portiere facendo esplodere lo stadio.)

AMAURI 4,5: sembra un pachiderma in mezzo ai suoi compagni veloci e scattanti. Fatica anche nel gioco aereo, ma soprattutto invece di smarcarsi per ricevere i palloni dai compagni, va nascondersi dietro agli avversari lasciandoli senza il suo apporto. Inutile alla manovra, se non addirittura dannoso. (st 33′ LARRONDO 6: in pochi minuti fa meglio di Amauri in un’ora, quantomeno si butta nella mischia e gira in area prima in rovesciata e poi di testa, i due palloni che portano Quagliarella ad essere steso in area)

 

All. VENTURA 6.5: manda in campo una squadra con due punte di cui una, Amauri,  inesistente, forse andava tolta prima. Nel complesso non fa un turn-over esagerato come a Bruges e il risultato gli da ragione, anche perché nel finale, resosi conto che il Copenhagen non avrebbe più spinto, ha dato ordine ai suoi di stringere d’assedio i danesi fino al goal di Quagliarella, subentrato al posto di Martinez.

 

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