Chi sarà il nuovo capitano del Torino

Archiviato il campionato con 39 punti e un, non certo esaltante, sedicesimo posto, dopo la gara col Catania, contraddistinta dalla vergognosa esclusione dal primo minuto di Rolando Bianchi alla sua gara di addio, al Torino è tempo di pensare al futuro, e tra le tante lacune che il termine della stagione ha lasciato, vi é quella della mancanza del titolare di una fascia da capitano che, da quasi 4 anni, apparteneva allo stesso Bianchi, che ha onorato degnamente questo compito, come dimostrato dai sentimenti suscitati nei tifosi nella sua ultima gara in granata.

Bianchi la prossima stagione vestirà un’altra maglia, e il suo diretto successore, il vice capitano Angelo Ogbonna, se pur legato al Toro, da un contratto che scadrà nel 2017, sembra ormai destinato a partire, verso squadre che potranno offrirgli palcoscenici ben più prestigiosi che non quello di una “provinciale” che deve lottare per salvarsi fino all’ultima di campionato. Le pretendenti non mancano, con la Juventus che sembrerebbe in vantaggio sul Milan, anche nel gradimento da parte del giocatore, pertanto appare assai improbabile che Ogbonna resti in granata per onorare una fascia da capitano che gli spetterebbe di diritto.

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Discorso analogo per il terzo, che dovrebbe assumere l’onere in assenza dei due sopracitati, ovvero Danilo D’Ambrosio, che in scadenza nel 2014, sembrerebbe non voler accettare le laute proposte di rinnovo offerte da Urbano Cairo, che oltre ai 320 milioni che attualmente il terzino percepisce, ha aggiunto l’abbonamento per 3 anni a Dipiù Tv e la partecipazione come ospite fisso alle Invasioni Barbariche della Bignardi come bonus legato ai risultati. Nonostante lo sforzo economico promesso dal presidente, D’Ambrosio sembrerebbe intenzionato a cambiar maglia in questa sessione del calciomercato, con Udinese e Roma in pole per il suo acquisto.

Questo presuppone che il ruolo di capitano del Torino, lasciato in eredità dal partente Bianchi, spetti ad uno dei giocatori già presenti in rosa in questi ultimi anni, dato che sembra assai improbabile che un nuovo acquisto possa vestire la fascia. Tra i papabili, potrebbero esserci alcuni degli ex Bari, tanto ben voluti dal mister, come Meggiorini, Vives o Masiello; escluderei Gillet perchè invischiato nella grana del calcioscommesse e quindi la sua prossima stagione risulta a tutt’oggi a rischio. Dei tre, il più “anziano”, a livello di permanenza in granata sarebbe Giuseppe Vives, ma a mio avviso Meggiorini potrebbe essere in vantaggio sul centrocampista napoletano, vista la grinta e il carattere dimostrato nelle sue prestazioni in granata.

Altri giocatori con almeno due anni di permanenza al Torino sono Darmian, Glik, Di Cesare e Basha, con il nazionale polacco che sembrerebbe il favorito nell’indice di gradimento da parte dei tifosi. La palla passa ora a Ventura, che potrebbe mantenersi fedele alla sua linea, scegliendo un ex Bari, e con buona probabilità proprio Vives, che da più tempo, rispetto agli altri veste la maglia granata, oppure cambiare totalmente rotta puntando su Glik che oltre ad essere un nazionale, ha dimostrato in questi due, grinta, cattiveria, umiltà e spirito di sacrificio, sempre che si riesca a trovare col Palermo un accordo per il riscatto.

Risulta purtroppo evidente di come il Torino non abbia in rosa, un degno sostituto a Rolando Bianchi non solo nel ruolo di centravanti, ma anche in quello di capitano, perché nessuno dei giocatori indicati ha ancora avuto il tempo si dimostrare di essere un vero giocatore da Toro, e data la pochezza della rosa e la gestione della società da parte del presidente Cairo, sarà sempre più difficile trovare dei giocatori, simbolo, veri e propri uomini immagine come lo é stato Rolandinho, che possano indossare degnamente quella fascia da capitano che è stata sul braccio di Mazzola, Ferrini, Cravero, Zaccarelli, Ferrante e lo stesso Bianchi. Anche per questo è doveroso dire grazie al presidente!

Comments

  1. Erminio says

    Con il Cola il capitano era Rosina, e se non erro anche Di Michele fai un pò te a che punto ci ha portati stò presidente.

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