Balotelli e il codice etico di Prandelli e dei media

E’ stata una giornata interessante, quella di ieri, Giovedì 30 maggio 2013. Alla faccia di chi pensa che, finita la stagione sportiva, non resti altro che il calciomercato e le parole dei vari e sconosciuti agenti FIFA a tenere banco e fare appassionare i tifosi, ci pensano Presidenti, giocatori e commissari tecnici a dare a tutti noi argomenti di discussione.

Ieri sera, da Santoro, Della Valle, non ha perso occasione per attaccare un avversario, nel calcio come nelle attività economiche. Direte voi, se la sarà presa con il Milan, con Berlusconi, con Galliani, visto il modo in cui hanno estromesso la Fiorentina dalla Champion’s. No, troppo facile. L’obiettivo era John Elkann, al quale, parole di mister Tod’s, non basta avere un cognome pesante per fare cose buone. Dovrebbe avere rispetto, Jaki, verso quei ragazzi che non trovano lavoro. Come il figlio di Della Valle, che sicuramente starà lavorando in un call center a 400 euro al mese…

Ma ancor più divertente è stata la polemica relativa a Mario Balotelli. Si, sempre lui, quello che viene attaccato per il colore della sua pelle e basta. Perchè gli italiani son razzisti, specie se sono anche tifosi della Juve. Cose risapute. La vicenda è già stata affrontata un po’ da tutti, perchè quando di mezzo c’è un tranquillo, corretto, educato giocatore nero, l’Italia razzista si scatena. Come accade, infatti, per Pogba, Ogbonna, Asamoah, Armero, Cuadrado, Zapata… In pratica un pentito (Armando De Rosa) ha accusato, in un processo penale per camorra, di avere spacciato, per scherzo, alcune dosi di droga.

Balotelli ha reagito, con la consueta eleganza ed educazione, con un tweet, subito cancellato, ma che rapidamente si è diffuso nelle timeline del popolo di Twitter: “Ahahahah adesso spaccio droga! Prima andavo a put.. E magari poi lo prenderò anche in … Ma VERGOGNATEVI. Usate il mio nome non per odiance”. 

tweetbalo

Bene hanno fatto, i media, specialmente quelli che si occupano di sport, a ergersi a garantisti. Le parole di un pentito valgono quel che valgono, vanno verificate. La iper garantista Gazzetta dello Sport titola: “TUTTI CON BALO. Pentito accusa, Lui di ribella, odio la droga“. Giusto.

Anche Prandelli prende le distanze. Nessun codice etico da applicare, nessuna conseguenza. Ci sono solo le parole di un pentito, ci mancherebbe che ci fossero provvedimenti in tal senso.

Sono d’accordo. Per quanto mi riguarda non solo bisogna aspettare le sentenze definitive, ma poi anche leggersi gli atti perchè anche i giudici sono uomini e gli uomini possono sbagliare. E rovinare la vita e la carriera ad un professionista solo perchè ci sono voci o dichiarazioni, tutte da verificare, di un pentito, è assolutamente sbagliato.

Peccato però che, giusto un anno fa di questi tempi, c’era Antonio Conte nella stessa situazione di Balotelli. Accusato da un pentito, Carobbio, senza alcuna prova, con praticamente tutti gli altri giocatori del Siena che smentivano le accuse, Conte venne messo sulla graticola. Disonesto, da squalificare, da, secondo alcuni opinionisti, radiare come Moggi e Giraudo. Queste qua sotto, poi, erano alcune delle copertine della Gazzetta. Notate, per caso, una leggera differenza tra i casi Balotelli e Conte? E’ inutile anche commentare.

gazzetta

E che dire di Prandelli? Il suo codice etico si applica ad Osvaldo, che invia tweet polemici verso il suo mister, ma non a Balotelli, che, tra l’altro, si lascia andare anche a frasi omofobiche. E, ancora, lo scorso anno si applicò a Criscito, sbattuto fuori in malomodo dal ritiro, ma non a Bonucci, che magari era già colpevole per la stampa, ma non per lui, che fece beatamente finta di niente.

Ma è l’atteggiamento dei media che lascia esterrefatti. Conte andava punito, Balotelli no. Conte era arrogante perchè osava dichiarare la propria innocenza, con tanto di conferenza stampa “agghiacciante” mentre Balo (per gli amici…) è la solita vittima sacrificale, che ha sì scritto un tweet un po’ così… come dire… duro, ma poi l’ha prontamente cancellato! Che bravo ragazzo! In pratica, Conte, Bonucci e Criscito hanno sbagliato strategia: dovevano scrivere un tweet di smentita e tutti, giornalisti ed autorità sportive li avrebbero scagionati a prescindere, senza neanche conoscere gli atti.

Non è il caso di aggiungere altro. Noi, non vogliamo fare “odiance“.

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