Riscattato Cerci, per restare in granata o per fare cassa?

La giornata di ieri, è stata importantissima per il futuro del Torino, perché in sole 12 ore sono stati definiti quattro colpi fondamentali per la squadra della prossima stagione. Il 20 giugno infatti doveva essere il primo vero giorno di calciomercato, ovvero quello della risoluzione delle comproprietà, ed è stato per il Torino un momento positivo oltre le più rosee aspettative.

In un solo giorno il presidente Cairo si è assicurato Darmian e Glik per 2 milioni di euro, El Pelado Rodriguez per 1,5 milioni di euro, Basha alle buste per 350 mila euro, ma soprattutto Alessio Cerci dopo una lunga ed estenuante trattativa con la Fiorentina per 4 milioni di euro.

Nella giornata di ieri sono stati poi ceduti a titolo definitivo Bakic, riscattato dalla Fiorentina e Rubin dal Siena, e sono state rinnovate le comproprietà di Comi e Verdi che però non faranno ritorno a Torino, essendo già destinati rispettivamente a Novara ed Empoli.

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Se consideriamo che lunedì scorso il Torino aveva ufficializzato il rinnovo della comproprietà di Barreto con l’Udinese, assicurandosi le prestazioni del giocatore giocatore fino al giugno prossimo e l’acquisto di Farnerud dallo Young Boys, questa settimana verrà sicuramente ricordata negli anni da tutti i tifosi come la più “prolifica” dell’era Cairo.

Purtroppo però, come spesso accade al Torino, esiste un rovescio della medaglia, infatti non appena riscattato il centrocampista di Valmontone, è trapelata una notizia che non ha fatto certamente sorridere i tifosi granata,  ovvero quella di una possibile sua cessione al Napoli, per 10 milioni. Ovviamente non ci sono conferme di questa indiscrezione rivelata da Sport Mediaset, ma suona alquanto strano che il presidente Cairo sborsi di tasca propria la bellezza di 4 milioni di euro per arrivare ad un giocatore, senza aver qualche strano accordo per recuperare con gli interessi, quanto versato.

Per una volta provo ad essere in buona fede auspicando che il presidente abbia capito che gli affari si fanno, cercando di trattenere i giocatori validi, vendendo gli altri, e nella fattispecie, Cerci avrebbe ancora margini di miglioramento con Ventura, e il valore attuale di mercato potrebbe lievitare ancora nel prossimo mercato estivo, anche grazie ai  mondiali di Brasile 2014 che probabilmente lo vedranno protagonista.  Trattenerlo e costruire attorno a lui il nuovo Torino, sarebbe un ottimo segnale per l’ambiente, per il mister e perché no anche per i tifosi. Una sua cessione, sarebbe l’ennesima dimostrazione che Urbano Cairo e il calcio sono agli antipodi e di  una notevole incapacità di fare veri affari in questo ambiente. Al Torino servono ancora parecchi giocatori, se si vuol fare il salto di qualità, si devono necessariamente trattenere i pezzi pregiati, che rappresentano la base sulla quale fare gli innesti dei giocatori giovani e da valorizzare.

Ben venga la cessione di “gobbonna” ops, scusate mi è scappato… Ben venga la cessione di Ogbonna, e la relativa contropartita Immobile che potrebbe consacrarsi definitavamente in granata, ma al Toro servono altri elementi, come un portiere di categoria, un centrocampista in grado di dettare i tempi di gioco, un difensore e ancora un’attaccante, perchè allo stato attuale Barreto con l’imminente squalifica, Meggiorini e Immobile sono insufficienti per dare una svolta positiva alla stagione. Non dimentichiamoci che lo scorso anno il Torino ha fatto 39 punti, e che quest’anno macheranno Bianchi, Gillet, Gazzi e Barreto per metà stagione, Ogbonna e probabilmente Brighi, pertanto urgono dei rinforzi per rendere la squadra competitiva. La palla passa al presidente che dovrà dimostrare se tiene veramente al Torino, oppure preferisca vivacchiare nel limbo dei 40 punti.

 

 

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