Moralismo all’italiana e bimbiminkia: chi è contro la 10 a Tevez

tevez10Capita che quello stesso Direttore Generale criticato come se fosse l’ultimo dei pirla nonostante avesse costruito la squadra che ha trionfato negli ultimi due campionati provenendo da due settimi posti e da una gestione dissennata, di colpo diventi un mito perchè, finalmente, è riuscito a portare a Torino quel famoso top player da tutti indacato come il tassello mancante per rendere la Juve di Conte vincente quanto quella di Lippi e Trapattoni.

Ma capita anche che qualcuno contesti la qualità di un giocatore come Tevez (e questo ci sta, c’è chi critica Messi) forse solo perchè è arrivato a 29 anni (per 12 milioni di euro) anzichè a 27 (per almeno 30 milioni). A queste persone c’è poco da dire, esprimono un parere legittimo da tifosi e la speranza è che non abbiano ragione e che siano smentiti dai fatti e dalle giocate del giocatore argentino.

C’è però un altro tipo di contestazione, minoritaria, almeno per quanto ho potuto constatare tra i miei contatti “social”, che si è scagliata contro tutta la dirigenza bianconera perchè hanno osato assegnare a Tevez la maglia numero 10, quella per 18 anni indossata da Alessandro Del Piero.

Intanto scartiamo da questa analisi i cosiddetti bimbiminkia, ragazzini che usano i social per esprimersi spesso in modo incomprensibile (nn, xkè, xò eccetera) ma soprattutto utilizzando il cervello solo a giorni alterni. Per questi ragazzi c’è di che preoccuparsi perchè rappresentano il futuro di questa già spacciata nazione ma è anche vero che sono una generazione che, da un punto di vista sportivo, sono venuti su ascoltando le telecronache di Caressa e Piccinini, le moviole di Pistocchi, e avendo potuto vedere la maglia numero 10 indossata solo Da Alex Del Piero e dunque ritengono che quella maglia debba essere ritirata, secondo una tradizione inaugurata in Italia dal Milan con la maglia numero 6 di Baresi.

Poi ci sono gli altri. Quelli che io amo definire moralisti all’italiana, o meglio ancora, moralisti con il portafoglio degli altri. Sono quelle persone che amano riempirsi la bocca di belle parole e di buoni propositi, salvo poi mancarli per primi non appena gliene capita occasione. Un po’ come il codice etico di Prandelli, che si applica ad Osvaldo e Criscito ma non a Balotelli e a Prandelli stesso che bestemmia in mondovisione.

Sono quelle persone che imprecano contro il panettiere che non rilascia lo scontrino ma poi si fanno rigare l’auto in modo fittizio in modo da farsela riverniciare completamente o, ancora, quelli che lasciano l’auto in doppia fila in ogni circostanza per non fare centro metri a piedi pur lamentandosi contro chi non rispetta la coda alle poste…

Il moralista all’italiana ama riempirsi la bocca (e pulirsi la coscienza) con le manifestazioni contro la TAV salvo poi viaggiare in Business a bordo del Frecciarossa; si indigna per la vocazione puttanesca di un ex Presidente del Consiglio dimenticando di quando la sera, anzichè andare a giocare a calcetto come detto alla moglie, approcciano ragazzine dell’est poco vestite ai bordi dei marciapiedi della propria città.

Infine, il moralista all’italiana è quello che ama le iniziative simboliche quali quella relativa al ritiro della maglia di un grande campione del calcio. Si ritira Baresi e la maglia numero 6 viene ritirata. Si ritira Maldini e la maglia numero 3 non avrà più padrone. Avanti di questo passo, nel 2050 i giocatori del Milan avranno una numerazione di maglie che va dal 123 al 457

Nella vicenda relativa all’assegnazione della maglia numero 10 a Tevez ci sono alcune considerazioni da fare, la prima delle quali è relativa all’ipocrisia dei tifosi avversari che si scandalizzano per la vicenda. Tifosi di Inter, Toro, Napoli e Milan che ritengono che la maglia indossata da Del Piero non può finire sulle spalle di un Tevez qualunque. A loro viene spontaneo dire: guardate in casa vostra! Qualcuno ha detto qualcosa quando la maglia 10 di Maradona è stata indossata dal Pampa Sosa?

La maglia numero 10 della Juve è stata indossata da un certo Omar Sivori. La grandezza di “el Cabezon” che ha formato con Charles e Boniperti il trio delle meraviglie della Juve anni  ’50 e ’60, fu tale che la sua maglia si sarebbe dovuta ritirare. Non fu così, per fortuna,  e questo ha consentito ad altri grandi campioni di indossarla: da Capello a Brady e, soprattutto, da Roberto Baggio a Michel Platini, fino ad arrivare al giocatore juventino più amato di sempre: Alessandro Del Piero.

Se la 10 fosse stata ritirata dopo Platini (chi non ricorda cosa è stato Platini per la Juve non merita di definirsi juventino!) non ci sarebbe stato il mito di Alessandro Del Piero numero 10 imprescindibile e indiscutibile della Juve dal 1995 al 2012. Se la Juve ritirasse la maglia numero 10 in onore di Alex Del Piero ci priveremmo e priveremmo gli juventini di domani, della possibilità di veder nascere nuovi miti in bianconero, grandi quanto Platini, Sivori e forse anche Del Piero. I campioni hanno sempre scritto la storia della Juve e bisogna fare in modo che continuino a farlo.

La storia non si dimentica ma fa il suo corso. Il modo migliore per chiudere questa vicenda è quella di riportare la seguente frase:

La mia maglia non deve essere ritirata. Io da bambino ho sognato di vestirla, è giusto che altri possano sognare di indossarla in futuro

Indovinate chi l’ha pronunciata? Alessandro Del Piero.

Comments

  1. Fabio Casagrande says

    Non so chi tu sia,ma condivido in pieno le tue parole…è da ieri sera che scrivo le stesse identiche cose,combattendo contro discorsi assurdi di “proprietà della maglia”,”sacralità della nr 10″ e idiozie simili,la maggior parte delle volte con gente che,vista l’anagrafe,a stento sa chi sia Platini,ignora Sivori,vaga nel nulla se gli parli di Capello o Brady…una bella numerazione da 1 ad 11,e questa americanata del ritiro maglia non esisterebbe,al pari dei numeri da football che si vedono ora.Purtroppo,su 14 milioni di tifosi(?),c’è chi ama la Maglia e chi ama la determinata persona che indossava una maglia,c’è chi capisce qualcosa di calcio e chi non capisce assolutamente nulla(ma,credo,non solo del calcio..)

  2. diego says

    Soprattutto dai tifosi del bovino che la 10 di Mazzola l’hanno fatta indossare a questi giocatori:

    2011 – 2012: Alessandro Sgrigna
    2010 – 2011: Antimo Iunco
    2009 – 2010: David Di Michele / Filippo Antonelli Agomeri
    2008 – 2009: Alessandro Rosina
    2007 – 2008: Alessandro Rosina
    2006 – 2007: Alessandro Rosina
    2005 – 2006: Claudio Ferrarese
    2004 – 2005: Pinga
    2003 – 2004: Pinga
    2002 – 2003: Marco Ferrante
    2000 – 2002: Massimo Brambilla

    • Emiliano Lemma says

      Vabbè Diego, che c’entra? L’unico numero 10 del Toro degno è stato il grande Valentino Mazzola.

    • patrizia says

      Salve a tutti !!!
      A chi scrive, a chi legge , a chi è tifoso e a chi fa finta di esserlo.
      Eccomi qua :un juventina matura cresciuta con la Juve per ben 40 anni.Una docente che ascolta ogni giorno il linguaggio di coloro che chiamate “bimbiminkia” e che tanto “bimbiminkia” non sono o meglio non vorrebbero esserlo se almeno avessero come esempio adulti integri ed esemplari .Proprio questi ragazzi,insieme ai “moralisti all’italiana” ed un numero ormai consistente di essere umani ieri pomeriggio ha genuinamente espresso delusione,rabbia e dispiacere.E ben vengano questi sentimenti quando parliamo di calcio.Preferiamo sentirci così piuttosto che immersi nel binomio calcio-mercato !!!E sì,cari signori ,sono fiera di aver letto commenti sinceri esternati con ” nn,xchè,xrò”.Il calciatore Tevez è e sarà un campione anche in canottiera…Alessandro Del Piero è un esempio di magie meravigliose racchiuse in un numero, di umanità e umiltà all’ennesima potenza di quel numero 10!!! E questa volta lasciateci chiuderlo nel nostro cuore con quel numero.Se abbiamo bisogno e voglia di ammirare lui siamo a buon punto.Grazie
      p.s. ieri io ho pianto quando ho visto quella maglia senza il suo nome.Esiste un gruppo anche ” x ” me?

    • Emiliano Lemma says

      Gentile Patrizia,
      la ringrazio per l’intervento. Nel mio articolo non vi era alcuna volontà di condannare in toto i giovani. Ci mancherebbe! Il mio è un attacco nei confronti di un certo tipo di giovani, indipendentemente da come scrivono. Amo la Juve da quando avevo 4 anni, eppure nonostante la mia prima Juve fosse quella di inizio anni ’80 cercai, negli anni, di conoscerne la storia, di capire chi erano Sivori e Charles, Boniperti e Combi, Parola e via discorrendo. E quando mio padre mi raccontava dei grandi del passato io ascoltavo assorto. Mai mi sarei sognato di tacciarlo per difendere il Brady di turno solo perchè gli altri campioni del passato non li avevo mai visti giocare. E’ un modo diverso di approcciare non solo la Juve, non il calcio, ma la vita in genere.

      • patrizia says

        Gentile Emiliano,
        il mio commento sincero voleva sottolineare la forte esigenza di avere persone meravigliose da ammirare.I commenti dei tantissimi tifosi della Juve e di Alex sono abbastanza pacati ma molto sentiti.Mi permetto di augurare a tanti ragazzi e adulti di poter guardare al passato del calcio con maggiore serenità,senso critico e grandissima passione.Sarà più emozionante in futuro ricordarsi il boato di un coro allo stadio,l’urlo condiviso con il cuore e tanta correttezza : ” UN CAPITANO c’è SOLO UN CAPITANO”

  3. diego says

    Emi è provocatoria !! Loro che sono i paladini della storia e della leggenda che mai avrebbero consegnato la maglia di un capitano al primo Tevez qualunque, come al solito si dimenticano la loro storia. La maglia del più glorioso numero 10 che hanno avuto, il Capitano degli invincimbili (onore per sempre a quella squadra ) l’hanno data senza muovere becco, al primo Pinga di turno o all’amami Rosina. La memoria dei bovini e la loro incoerenza non muore mai..

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