Tifosi granata, Ogbonna non poteva essere una bandiera del Toro

ogbonnaNel giorno in cui viene ufficializzato il passaggio del difensore italiano Angelo Ogbonna dal Torino alla Juventus è curioso osservare l’atteggiamento del tifoso granata. Devo premettere di nutrire massimo rispetto per il tifoso del Toro: ne hanno viste di tutti i colori, nella loro lunga storia, eppure ogni anno sanno rinnovare la loro passione per la loro squadra. Una premessa necessaria poichè sono sicuro di attirarmi, con questo post, l’ira di molti di loro. Non voglio provocare ma solo analizzare degli atteggiamenti ed esprimere la mia opinione.

Ogbonna è stato ribattezzato Gobbonna dai tifosi del Toro. Anche in questo blog, ahimè, il mio collega blogger sponda Toro, Omar Cecchelani, ha scritto svariati post critici nei confronti del giocatore.

Il calcio moderno è diverso da quello attuale. Si dice che le bandiere non esistono più e questo è vero ma solo in parte. Gigi Riva rimase al Cagliari quando invece, proprio alla Juve che a lungo lo aveva corteggiato, avrebbe potuto togliersi ben altre soddisfazioni. Ma il Cagliari era casa sua e il campione azzurro preferì donare a quella squadra e a quella città il suo amore incondizionato. La storia recente insegna che qualche bandiera esiste ancora ma occorre sempre valutare caso per caso.

Totti è uno dei più grandi calciatori italiani di sempre. Lo dicono i numeri, poi ci si può dividere sul personaggio ma non è questo che ci interessa in questo frangente. In una certa fase della sua carriera Totti avrebbe potuto giocare dove desiderava, fosse il Milan o il Real Madrid. Ha scelto Roma. Però io non considero la sua una scelta di solo amore ma, anche, di convenienza. Totti a Roma è il Re, ha condizionato le scelte societarie e quelle tattiche; ha reso la vita impossibile a chi lo riteneva finito o quasi (vedere alla voce Luis Enrique) e, soprattutto, deciderà lui quando sarà il momento di ritirarsi. Inoltre Totti è, a Roma, un giocatore che guadagna le stesse cifre che avrebbe guadagnato nei top club d’Europa. Totti è rimasto a Roma perchè a Roma Totti non si può criticare. E’ stata una scelta d’amore ma anche di comodo.

Del Piero è stata una bandiera per la Juve e nessuno può mettere in discussione la cosa. E’ poi andato a svernare in Australia poichè in Italia non avrebbe mai potuto indossare un’altra maglia. Quando la Juve venne retrocessa in B nel modo assurdo a noi ben noto, alcuni rimasero, altri no. Ma tra quelli che rimasero non tutti lo fecero per amore. I giocatori con più mercato vennero venduti, peraltro a cifre ridicole (Ibrahimovic e Vieira), alcuni scapparono (Cannavaro e Zambrotta), altri rimasero pur potendo andare dove volevano data la loro classe (Buffon, Nedved, Trezeguet). La storia ufficiale dice questo, molti sono quelli che, invece, dicono che tra quei campioni che son stati definiti eroi e bianconeri veri, qualcuno sia stato costretto a rimanere seppur controvoglia.

Veniamo ora ad Ogbonna. A lui si rimprovera, principalmente, il fatto di avere fortemente voluto la Juve ma non solo. Ogbonna è criticato dai tifosi del Toro perchè dopo i derby della stagione passata ha scambiato la sua maglia con quella degli odiati nemici Pirlo e Marchisio. Avrebbe dovuto forse gettare a terra sdegnato la maglia di un campione del Mondo (oltre che campione dentro e fuori dal campo) come Andrea Pirlo? Avrebbe dovuto rifiutare gli abbracci di due compagni di Nazionale? Evidentemente si. Purtroppo il tifoso medio, di qualunque squadra, non comprende quanto certi gesti forse di poco gusto (la maglietta non potevano scambiarsela negli spogliatoi? Il toro ne aveva appena presi 3!) contino poco, ciò che conta è quel che il giocatore fa sul campo. Ha forse Ogbonna giocato senza passione, senza cuore nei due derby e nella sua ultima stagione da giocatore granata? Io credo di no.

Ogbonna è cresciuto nel Toro e dal Toro ha ricevuto la possibilità di diventare un giocatore importante. Al di là delle dichiarazioni riportate da media di dubbia moralità, non mi risulta che Ogbonna abbia mai realmente mancato di rispetto ai tifosi del Toro. E soprattutto mai ha rilasciato dichiarazioni minimamente ammiccanti nei confronti della Juve a stagione in corso. E questo è ciò che conta.

Si dirà che altri, Bianchi in primis, si sono comportati diversamente. Vero, però Bianchi è giocatore di ben altra caratura rispetto ad Ogbonna. State pur certi, cari tifosi del Toro, che se ci fosse stata anche solo una possibilità che Bianchi potesse andare a giocare nella Juve il suo atteggiamento sarebbe stato ben diverso. Lo so, non siete disposti ad ammetterlo ma è così. Il dire “mai alla Juve” è frase che pochi possono permettersi di pronunciare. Possono farlo quelli che sanno di non poterci arrivare comunque e queli che possono scegliere tra Juve, Inter e Milan. Ma oggi anche la schiera di questi ultimi è destinata a diminuire perchè per poter vincere in Italia e sperare di farlo anche in Europa in questo momento storico si deve militare nella Juve.

E’ dunque una questione di motivazioni, di ambizione ed anche di ingaggio. Perchè questi sono professionisti e non dobbiamo mai dimenticarlo. E’ vero che Tevez per venire alla Juve ha rinunciato a un paio di milioni in più che magari l’Anzhi gli avrebbe assicurato, ma per un giocatore di 29 anni già multi-milionario 5 milioni per giocare nella Juve valgono più di 8 per giocare nella steppa russa. Ben altro discorso è quello relativo a Toro e Juve. Al Toro c’è un salary cap (tetto salariale) di 800.000 euro. Ogbonna alla Juve ne guadagnerà, inizialmente, oltre il doppio, con la prospettiva, se saprà diventare un top player, di arrivare a cifre ancor superiori.

E’ il gioco delle parti a cui dobbiamo abituarci. E’ ovvio che dia fastidio che un giocatore passi dall’altra parte del Po (cosa poi non più vera visto che le sedi di Juve e Toro oggi si trovano dalla stessa parte del fiume cittadino) ma il calcio è questo. So che molti di quelli che insultano oggi Ogbonna lo fanno (vero Omar?) solo per ragioni di cuore e di tifo perchè, in cuor loro, sanno bene che non poteva andare diversamente.

 

Comments

  1. Alberto says

    Assolutamente e come diceva nell’articolo sulla Stampa questa mattina, “io sono un calciatore e vado dove posso giocare e vincere e al Toro non e’ possibile”. Deve ricordare però che è stato aiutato molto (oltre alle sue caratteristiche fisiche e predisposizioni) a diventare ciò che è.
    Come lui tutti i calciatori oggi sono un po’ così e sono assolutamente d’accordo con l’articolo sopracitato che l’attaccamento alla maglia è legato ai soldi o alla convenienza; è comunque uno specchio della società in cui viviamo.
    Ma non è solo lui altri ragazzi la pensano allo stesso modo (vedi Benedetti, Comi che hanno chiesto di passare ad altra squadra e in passato gente come Vieri Balzaretti, Lentini…)mercenari di stampo moderno che hanno solo cambiato un sacco di maglie…cos’è rimasto di alcuni di loro?
    Viene da fare i moralisti e chiedersi se sono solo i soldi e il successo che contano… il vero sport è basato su altri principi, ma evidentemente di soli principi non si vive….
    Spero comunque che Ogbonna possa davvero dimostrare ciò che vale e come si dice …ai posteri…. non vorrei dovesse fortemente ridimensionarsi quando arriverà il momento.
    Poteva comunque risparmiarsi quella frase sul Toro e andrà sicuramente a scontrarsi con i tifosi nel Derby, ma
    anche con i suoi stessi tifosi (campioni di antirazzismo… in questo caso mi chiedo però se esiste qualche tifoso che non lo sia)e allora diremo che un po’ è andata a cercarsela….e soprattutto da chi ha davvero un “cuore granata” offeso e umiliato da quella frase poco intelligente
    Peccato mi piaceva e sembrava un ragazzo posato, diverso dalla “buzzurraggine” di alri (vedi Cassano)mi sto ricredendo…e come qualcuno ha detto non so se li vale tutti quei 15 milioni, ma bene ha fatto Cairo a cavalcare la tigre…. almeno da lì si spera che investa in qualche giovane di valore che possa davvero essere utile al bene del “TORO”.

  2. Gobboergognun says

    Ma dai!!! Gigi Riva? Riva voleva andarsene in una squadra di prestigio, sponda milanese più che sponda gobba!
    Fu costretto a rimanere lì per motivi sociali, con i capo clan della DC sarda ad pregarlo e costringerlo….dai studia un pò di storia!!!

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