Ti amo campionato

A 90 minuti dalla fine di questo combattutissimo campionato, con tutti i verdetti emessi meno uno, é d’obbligo un compendio della stagione passando in rassegna le principali protagoniste, accreditate dalla stampa 10 mesi fa come sicure protagoniste di questo rutilante 2014-15 e loro mirabolanti imprese.
Per ovvi motivi non prenderemo in considerazione la Juventus, che come suggerito dal pupone ha fatto un campionato a parte.

Roma: favorita per lo scudetto è durata 5 giornate, alla sesta il capitano é uscito allo scoperto “arriviamo secondi” e così fu.
Garcia che non lo sapeva ha preferito buttarla in caciara dicendo quello che nessun allenatore dovrebbe mai dire “lo scudetto lo vinciamo noi”
Da allora é stato uno stillicidio, dal 1-7 contro il Bayern ai millemila pareggi inutili in campionato, alla notte russa in cui la Roma andò letteralmente a puttane tracciando un quadro a tinte scure di quello che sarebbe stato il resto della stagione.
Totti doveva alzare un trofeo, ha alzato solo l’iPhone.

L’allenatore francese, quello che doveva rimettere la chiesa al centro del villaggio, ha cambiato religione.
Risultati negli scontri diretti: 3-2 a Torino (una partita che ha fatto male al calcio italiano), 1-1 al ritorno, in una sorta di partita del cuore anticipata, mancava solo il mescolamento delle squadre a fine primo tempo.

Napoli: favorito per lo scudetto ha perso il treno solo per colpa del fuorigioco di naso di Caceres nello scontro diretto.
Quei 3 punti hanno fatto la differenza finale tra loro e i campioni d’Italia, se non si considerano pure gli altri 20.
Impeccabile la guida di Benitez, perfetto nel dare un’impronta europea al Napoli, come hanno potuto toccare con mano a Bilbao prima e a Dnipro poi.
Rafael ricorda molto da vicino Obelix: il fumetto é caduto da piccolo nel pentolone della pozione magica, Benitez è caduto da piccolo e basta.
Sarà per questo che ogni volta che inquadrano Higuain intimo piano l’espressione è sempre la stessa: “ma chi caspita me l’ha fatto fare…”
Risultati negli scontri diretti che richiamano una celebre trasmissione radio: chiamate Torino 3-1 3-1

Milan: favorito per lo scudetto fin da subito la compagine di Inzaghi ha impressionato la stampa, guidata da capitan inchino (Pellegatti) per le somiglianze con la prima Juve di Conte: l’imbattibilitá in campionato, la difesa impenetrabile, la grinta dell’allenatore, capace di farsi rispettare da tutti.

E tutto questo solo nei primi 15 minuti dell’amichevole agostana con l’abbiate grasso.

É un mistero come lo scudetto sia sfuggito di mano ai rossoneri; penalizzati dalla mancata concessione del rigore su Menez, sarebbe stata un’altra stagione.
Inzaghi non è uno stupido, ma qualcosa non torna: é convinto che il più alto dei fratelli Dalton sia quello intelligente.
Particolarmente apprezzabile il gesto della società di far registrare al mister un’unica conferenza stampa da rimandare in loop per tutta la stagione.
Risultati negli scontri diretti: 0-1 all’andata e 3-1 al ritorno (però a Torino giocarono in un campo con le righe storte, il risultato non era da omologare)

Inter: favorita per lo scudetto non fosse altro per la strategia innovativa di ingaggiare 2 allenatori e strapagarli.
Hanno sbaragliato a gioco lungo la concorrenza richiamando giustamente Mancini perché aveva vinto tanto all’Inter, e chi se ne frega se i suoi successi ricordassero più che altro lo scemo del villaggio alla sagra di paese che balla da solo quando la festa é finita.
Decisivi i grandi acquisti nel mercato di gennaio:
Podolsky si è dato alle bocce mentre Shaquiri ha avuto la stessa influenza sui risultati di Mauro Repetto sulla discografia degli 883.
Walter Mazzarri, che ha l’unico torto di non aver brevettato il 3-5-2, ha scritto pure un libro “il meglio deve ancora venire”, si riferiva agli agenti UEFA.
Risultati negli scontri diretti: 1-1 a Torino, 1-2 al ritorno, però hanno dato un rigore alla Juve, quindi non vale.

Fiorentina: favorita per la vittoria finale, il piccolo Barcellona ha sorpreso tutti con la rivoluzionaria idea di calcio di mister Montella: far girare il pallone senza mai tirare in porta.
Momento clou della stagione: la vittoria a Torino nella semifinale d’andata di coppa italia, in casa degli odiati rivali di sempre, una vittoria che ha proiettato gli eroi viola nell’Olimpo.
La compagine Toscana, forte dell’esperienza della precedente stagione in Europa League ha subito metabolizzato la vittoria, la piazza ha capito il momento e i festeggiamenti sono stati sobri: i 5mila all’aeroporto erano capitati lì per sbaglio.
Al ritorno infatti si è vista una Fiorentina arrembante e sul pezzo.
Il risultato finale, bugiardo ed ingiusto è solo l’ennesimo furto ai danni dei viola.
Risultati negli scontri diretti: 0-0 a Firenze, sconfitta 3-1 a Torino, ma hanno dato 2 rigori alla Fiorentina, c’è qualcosa che non quadra…

Insomma ennesimo scudetto rubacchiato dalla Juventus, vinto di misura solo grazie agli oscuri magheggi arbitrali.
Non resta che godersi gli ultimi 90 minuti, aspettando che in estate il gap si colmi di nuovo, almeno fino alla prima giornata del prossimo campionato.

Comments

  1. Raffaele says

    Willy tutto ok. Solo un ombra. Quella dei due allenatori strapagati all’Inter non è affatto una strategia innovativa ma solo una tradizione coltivata da tempo.

  2. Filippo Giordano says

    Bellissimo articolo come sempre, apprezzo moltissimo il tuo modo di scrivere, punzecchi senza colpire con troppa veemenza.
    Dopotutto, dopo tutti gli sfavori arbitrali ricevuti dalle concorrenti è meglio trattarle con i guanti :D

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