La Juve e la Champions: è solo questione di mentalità

pirloLa delusione, inutile nasconderselo, è scoppiata ieri sera e ancor oggi fa fatica ad abbandonarci: non è tanto il pareggio contro il Copenaghen, che fa seguito a quello contro l’Inter di Sabato sera a serpeggiare tra i milioni di tifosi bianconeri, quanto la sensazione che tutte quelle parole, quegli articoli di giornale, quei pareri di illustri opinionisti erano, probabilmente, sbagliate ed esagerate: la Juventus non è ancora in grado di poter competere per la vittoria finale in Champions League.

Non si tratta, qui, di farsi prendere dallo sconforto credendo che l’avventura europea sia già compromessa dopo la prima, sfortunata, serata: non sono così ingenuo e, nonostante la delusione per il risultato, so bene che occorre ragionare con serenità e che, dall’altra parte, il Galatasaray ha dimostrato, pur al cospetto di una squadra fenomenale come il Real, di non essere messa tanto meglio della Juventus. No, si tratta di comprendere che, alla fine, il futuro di questa edizione si deciderà contro il Galatasaray e, magari, anche provando a fare la partita contro il Real, specie a Torino, però ciò non toglie che non ci siamo ancora.

Non ci siamo non solo e non tanto negli uomini. Giocatori di classe ne abbiamo ma è ovvio che se sei costretto a mettere dentro De Ceglie e, magari, Padoin per raddrizzare una partita di Champions allora è imbarazzante anche solo pensare di accostarsi a Real, Barcellona e Bayern. Certo, lo so, un tempo si vincevano le coppe con Fusi, Torricelli e Vierchowod ma erano altri tempi e, soprattutto, i top player che potevamo schierare allora erano, loro si, i migliori al mondo o giù di lì.

Qualcuno avanza ipotesi relative a presunti contrasti tra Conte e Marotta dovuti alla campagna acquisti e che porteranno il mister lontano da Torino al termine della stagione. Personalmente non ci credo: Conte sa cosa la Juve oggi può fare e se anche può non essere d’accordo a proposito di alcune scelte di mercato, di altre è stato assolutamente complice come nel caso di Giovinco. E, ancora, Conte sa bene che la sua consacrazione come allenatore di prima fascia non può che passare dal riuscire a fare bene in Champions con la Juve.

La verità è che la Juve ha pagato, ieri sera come l’anno scorso, dazio all’emozione e all’incapacità di “essere la Juve” anche in Europa così come fa, da oltre un secolo, in Italia. Non è colpa di Conte, non è colpa di Tevez o di Pirlo, è una questione di DNA.

Se una squadra va in campo al debutto di Champions contro la classica squadra materasso (perchè questo è il Copenaghen) e si fa dominare per i primi 45 minuti significa che ci sono dei problemi veri, che vanno oltre la sfortuna delle varie conclusioni sbagliate o dei miracoli dei portieri. Sì, hai avuto dieci palle gol nitide che in una serata meno sfortunata avrebbero trasformato la partita in un trionfo, però non puoi aspettare di subire il gol del Copenaghen prima di reagire. Una squadra con velleità di vittoria finale va in campo e impone il proprio gioco sin dal primo minuto, come del resto han fatto ieri sera le squadre con tali ambizioni (Manchester United, Real Madrid, Bayern Monaco, PSG) pur trovandosi al cospetto di avversarie meno abbordabili.

La Juve ieri sera aveva difensori che sbagliavano passaggi facili e ciò accade solo quando non sei tranquillo, visto che Chiellini e Bonucci hanno disputato partite ben più importanti, come una finale dei Campionati Europei. Nè si può pensare che sia stato il caldo tifo avversario a intimorire una squadra che ovunque giochi trova stadio pieno e a lei avverso (San Siro o il San Paolo credo facciano più paura…). Vidal, il giocatore più forte, il vero top player nonchè goleador della squadra disputava una delle sue partite più anonime, scomparendo quasi a centrocampo. Pogba faceva poco nel primo tempo, poi nel secondo prendeva in mano il centrocampo.

Questo è il vero problema. Non Conte che, secondo le ricostruzioni più fantasiose avrebbe messo in campo Peluso prima e De Ceglie poi per mostrare l’inadeguatezza della rosa di cui dispone alla dirigenza con la quale è in piena rottura. Non l’assenza di Llorente, il cui mistero si protrae ma se chi lo ha sotto gli occhi ogni giorno decide che non è ancora pronto non si vede perchè il Signor Rossi di Paderno Dugnano dovrebbe saperla più lunga. Non l’assenza di un esterno alla Zuniga o Kolarov (che pure non guasterebbe), perchè per battere il Copenaghen dovrebbe davvero poter bastare Padoin e, addirittura, anche De Ceglie.

La Juve, del resto, paga storicamente la sua scarsa propensione nel dominare in Europa. La Juve del Trap imbottita di Campioni del Mondo giocava di rimessa e si accontentava di pareggiare in trasferta per poi vincere in casa 1-0. La Juve di Capello, la più forte di sempre, venne eliminata nei Quarti dal Liverpool nel 2005 e dall’Arsenal, sempre ai quarti, nel 2006. La Juve di Capello in Italia dominava in modo imbarazzante, in Europa, specie fuori casa, giocava quasi come la squadra di Conte contro il Copenaghen. Se il Milan, ad esempio, è spesso riuscito ad andare meglio in Champions che in campionato, la Juve si è sempre comportata diversamente. Solo la Juve di Lippi, quella in cui gregari e campioni si mescolavano sagacemente, era in grado di imporre il proprio gioco ovunque, in Italia come in Europa, al Santiago Bernabeu come nei catini dell’Europa dell’est. Quella Juve arrivò in finale di Champions tre volte consecutive dal 1995 al 1997. Sempre con Lippi, la Juve giunse in finale nuovamente nel 2003, perdendo contro il Milan.

Conte deve lavorare su questo, perchè serate come quella di ieri non si ripetano più e perchè i suoi migliori giocatori comprendano che per essere dei campioni veri si devono caricare sulle spalle il peso dei loro compagni anche nelle partite in cui a qualcuno possono tremare un po’ le gambe. Conte, peraltro, di quella squadra che dominava l’Europa è stato Capitano

Niente è compromesso, nè il campionato nè il proseguo nella Champions. Non dobbiamo farci prendere dallo sconforto e dal pessimismo per una serata sbagliata. Dobbiamo altresì renderci conto che i Top Club in Europa sono ben altra cosa, per organico e per mentalità. E dobbiamo farlo noi tifosi perchè i giornali non fanno altro che scrivere (specie ad Agosto) che la Juve potrebbe vincere anche in Champions e la dirigenza deve far sì che la gente mantenga l’entusiasmo e acquisti biglietti, abbonamenti, maglietti e discutibili tessere Juventus Member. Ognuno recita la propria parte, noi recitiamo la nostra: sosteniamo la squadra, sosteniamo il nostro Mister, continuiamo a crederci però, alomeno noi, restando coi piedi per terra.

Comments

  1. diego says

    Emi questa volta non condivido in toto quello che scrivi. So e sappiamo bene che davanti alla Juve in Champions ci sono almeno quattro squadre che sulla carta sono nettamente più forti, ma indicare nella partita di ieri sera mal giocata nel primo tempo e dominata comunque alla fine, il classico esempio della scarsa mentalità della Juve in Europa mi sembra al quanto discutibile. Ho visto il Real, niente da dire che è più forte di noi, ma fino al 3 a 0 il risultano è stato al quanto bugiardo, visto che i turchi hanno giocato meglio il primo tempo, subendo il goal allo scadere nel classico “primo tiro in porta”. Ma a prescindere da questo, mi piace dare un po’ di numeri sulla storia europea della Juve che confermano l’opposto di quello che scrivi.Te dici la Juve del Trap piena di campioni del mondo si accontentava del pareggio in trasferta e dell’1 a 0 in casa, bè a dire il vero nelle competizioni europee giocate da quella Juve i risultati non lo confermano:

    Coppa campioni 82/83 Hvidrove – Juve 1-4 3-3, Standard Liegi – Juve 1-1 0-2, Aston Villa – Juve 1-2 1-3, Juve Widzew Lodz 2-0 2-2 Amburgo Juve 1–0 (unica sconfitta in finale)
    Coppa Coppe 83/84 Juve Lechia 7-0 3-2, Paris SG Juve 2-2 0-0, Haka Juve 0-1 0-1, Manchester U. – Juve 1-1 1-2, Porto- Juve 1-2 (vincitrice senza sconfitte)
    Supercoppa 83/84 Juve Liverpool 2-0 (vincitrice)
    Coppa Campioni 84/85 Ilves Juve 0-4 1-2, Juve Grasshoppers 2-0 4-2, Juve Sparta Praga 3-0 0-0, Juve Bordeaux 3-0 0-2, Juve Liverpool 1-0 (vincitrice anche se non dà vantarsi=
    Coppa Intercontinentale 84/85 Juve Argentinos Juniors 1-1 vince ai rigori
    Coppa Campioni 85/86 Jeunnese Juve 0-5 1-4, Verona Juve 0-0 0-2, Barcellona Juve 1-0 1-1 (ti ricordo Pacione…. )

    Facciamo un pò di confronti con le altre squadre. Indubbiamente se uno fà il raffronto con altre formazioni la Juve non primeggia nel palmares delle vittorie, qua inutile dirlo, il Real la fà da padrone dall’alto delle sue 9 coppe seguito dal Milan con 7. Noi siamo con due vittorie a pari merito con Benfica, Porto e Nottingham Forest. Davanti abbiamo ancora il Liverpool ed il Bayern con 5, Barcellona ed Ajax con 4, Inter e Manchester U. con 3. Ma se guardiamo anche la finali giocate, siamo la quarta squadra con 7 finali, a pari merito con Liverpool e Barcellona e con davanti solo Real con 12, Milan con 11 e Bayern con 10. Il vincere poi la finale dipende da tanti fattori. Anche da errori arbitrali, tutti si ricordano il rigore di Boniek contro il Liverpool che non c’era, ma i rigori non dati contro il Borussia ed il goal in fuorigioco dato al Real “stranamente” sono oggetto di amnesie momentanee da parte di molti…un pò come le telefonate di Facchetti…
    Facciamo la somma anche della coppa Uefa? La Juve è la prima squadra con più vittorie con 3 tronfi, a pari merito con Inter e Liverpool e prima anche per numero di finali giocate con 4 partite. In totale tra Coppa Uefa e Coppa Campioni siamo a 5 vittorie ed 11 finali giocate. In Europa sommando le due competizioni solo il Real Madrid con due finali vinte e giocate in coppa Uefa e quindi 14 finali in tutto è davanti alla Juve che è seconda a pari merito con il Milan, che comunque non ha mai giocato una finale di Coppa Uefa.
    Prendo e copio poi da Wikipedia:
    La Juventus è stata la prima società italiana a battere in trasferta il Real Madrid (1-0 il 21 febbraio 1962 allo Stadio Santiago Bernabéu, prima sconfitta interna madridista nella competizione) ed il Manchester United (1-0 il 20 novembre 1996 all’Old Trafford). Inoltre non ha mai pareggiato con le merengues in competizioni UEFA (7 vittorie e 7 sconfitte, di cui due furono in campo neutrale, in 14 gare disputate).
    La Juventus è anche l’unico club italiano ad aver vinto una manifestazione internazionale ufficiale con una rosa composta esclusivamente da calciatori provenienti da un solo Paese (Coppa UEFA 1976-77)
    La formazione bianconera ha disputato un totale di 18 finali in competizioni ufficiali a livello internazionale ed è sesta al mondo, quarta in Europa e seconda tra i club italiani in questa graduatoria. Delle 18 finali citate, 7 sono state giocate in Coppa dei Campioni/UEFA Champions League (2 vittorie complessive), una in Coppa delle Coppe (una vittoria), 4 in Coppa UEFA (3 vittorie), una in Coppa Intertoto (una vittoria), 2 in Supercoppa UEFA (2 vittorie) e 3 in Coppa Intercontinentale (2 vittorie). Inoltre, la Vecchia Signora è, assieme alla Fiorentina, l’unica compagine italiana ad avere disputato, almeno una volta, la finale in tutte e tre le principali competizioni UEFA per club.
    Sempre in ambito internazionale, la Juventus è l’unico club del mondo ad avere vinto tutte le competizioni confederali per club e uno dei quattro club ad avere vinto tutte le tre principali competizioni dell’UEFA. La Juventus fu la prima a raggiungere tale traguardo nel 1985, seguita dall’Ajax nel 1992, dal Bayern Monaco nel 1996 e dal Chelsea nel 2013 e, per tale ragione, le fu riconosciuta la Targa UEFA.
    La Juventus detiene anche il record di partecipazioni consecutive in fasi ad eliminazione diretta in tornei organizzati dall’UEFA, avendo partecipato in un totale di 54 partite dal 13 settembre 1994 al 21 aprile 1999. Limitatamente alla Champions League sono 42 le partite consecutive disputate (dal 13 settembre 1995 al 21 aprile 1999, anch’esso record a livello confederale). Nel citato periodo, la Juventus ha raggiunto la finale della competizione in cui era stata impegnata in 4 occasioni, record fra i club italiani.
    Il club detiene il record italiano di imbattibilità in partite per competizioni internazionali ad eliminazione diretta (secondo a livello europeo): 20 partite, dal 12 novembre 1969 al 22 marzo 1972.
    La Juventus è, insieme ai tedeschi del Bayern Monaco, l’unica squadra europea ad aver disputato almeno una finale di Coppa dei Campioni-Champions League in ognuno degli ultimi quattro decenni, dagli anni settanta in poi.
    La vittoria complessiva del club torinese in Coppa UEFA nella stagione 1992-93 contro il Borussia Dortmund per 6 reti a 1 rappresentò il trionfo con il maggior scarto in una finale della citata competizione.
    La Juventus è il club italiano – secondo a livello europeo dopo il Real Madrid (9) – che vanta il maggior numero d’inserimenti al primo posto nel ranking stabilito dall’UEFA dalla sua istituzione nel 1979 (7, corrispondenti ai periodi quinquenniali 1982-1986; 1983-1987; 1984-1988; 1987-1991; 1993-1997; 1995-1999 e 1996-2000).
    Per ultimo e forse più importante, la Juve è la squadra con più giocatori campioni del mondo per nazione con 24 titolari, seguita dall’Inter con 20 ed il Bayern con 16.

    Parlare quindi di mancanza di mentalità Emi mi sembra molto ma molto opinabile…

  2. juveforever says

    Concordo pienamente con quanto scritto da diego ed aggiungo:limitarsi a guardare l’albo d’oro è una cosa fuorviante…
    rimarrò sempre dell’idea che se anziché assegnare la champions mediante una finale, la si assegnasse attraverso un torneo fatto con le 4 semifinaliste (gare di andata e di ritorno per un totale di 6 incontri) noi adesso avremmo più champions del BBilan

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